Attualità | 20 marzo 2026, 06:24

Referendum sulla giustizia, verso le urne tra le ragioni del Sì e del No [INTERVISTE]

Oltre 160mila astigiani chiamati al voto il 22 e 23 marzo. L'analisi per il SI con l'avvocato Davide Gatti e per il NO dell'avvocato Guido Cardello

Referendum sulla giustizia, verso le urne tra le ragioni del Sì e del No [INTERVISTE]

Domenica 22 e lunedì 23 marzo il nostro Paese affronterà un passaggio cruciale per l'architettura delle sue istituzioni. Anche la nostra provincia farà la sua parte, con circa 160mila astigiani aventi diritto che saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale confermativo in materia di giustizia. 

I seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15. Per poter esercitare il proprio diritto di voto è indispensabile presentarsi al seggio muniti di due documenti: la tessera elettorale e un valido documento di identità. All'interno della cabina elettorale, l'elettore troverà una scheda di colore verde e dovrà barrare chiaramente il se intende confermare la legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento, oppure il No se desidera bocciarla, mantenendo inalterato l'attuale assetto della magistratura.​

I tre pilastri della riforma

Il cuore del quesito referendario interviene su sette articoli della Costituzione e mira a trasformare radicalmente il volto della magistratura italiana. Il primo e più dibattuto punto riguarda la separazione delle carriere: se la riforma dovesse passare, si verrebbe a creare un solco netto tra i giudici, che compongono la magistratura giudicante, e i pubblici ministeri, che rappresentano l'accusa. Attualmente un magistrato può passare da un ruolo all'altro nel corso della sua vita professionale, mentre il nuovo assetto imporrebbe una scelta definitiva fin dall'ingresso in carriera.

I nuovi organi di garanzia

La separazione delle funzioni si rifletterebbe in maniera speculare anche sugli organi di autogoverno. La revisione costituzionale prevede infatti lo sdoppiamento dell'attuale organo consiliare, istituendo due distinti Csm, uno dedicato esclusivamente ai giudici e l'altro ai pm. Entrambi i consessi continuerebbero a essere presieduti dal presidente della Repubblica, ma verrebbe introdotto il sorteggio per la selezione dei loro componenti, nel tentativo di limitare il peso delle correnti interne. A completare la nuova architettura è prevista la nascita di un'Alta corte disciplinare, una struttura del tutto inedita e slegata dai due consigli, a cui spetterebbe il delicato compito di giudicare gli illeciti e le condotte dei togati.

Nessun quorum: ogni voto conta

Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, disciplinato dall'articolo 138 della Costituzione, non è previsto alcun quorum. Questo significa che il risultato finale sarà ritenuto valido e vincolante a prescindere dal numero di cittadini che si recheranno alle urne, rendendo ogni singola scheda depositata nell'urna determinante per le sorti della riforma. Diversamente dai referendum abrogativi, nei quali la mancata partecipazione equivale di fatto a un No, in questo caso l'astensione non produce alcun effetto sul risultato finale.

INTERVISTE
 

Abbiamo rivolto tre domande all'avvocato Davide Gatti presidente della Camera Penale per il SI' e all'avvocato Guido Cardello, vicepresidente Anpi  e Comitato per il NO
Queste le tre domande:
1) Il cuore di questa riforma costituzionale è la netta separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. Al netto delle posizioni partitiche, in che modo questa divisione inciderà concretamente sulla vita, sulle garanzie e sulla presunzione di innocenza del cittadino che si trova ad affrontare un processo?

2) La revisione prevede l'istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura e l'introduzione del sorteggio per la scelta dei loro componenti, affiancati da una nuova Alta corte disciplinare. Ritiene che questo nuovo assetto garantisca davvero una maggiore terzietà e trasparenza, o rischia invece di minare alla base l'indipendenza dell'intero ordine giudiziario rispetto al potere politico?

3) Quando si parla di giustizia, la frustrazione principale degli italiani riguarda le tempistiche bibliche dei dibattimenti, i carichi di lavoro e la carenza di organico. Questa riforma, concentrandosi sull'architettura istituzionale, risponde alle reali urgenze quotidiane dei nostri palazzi di giustizia o rappresenta piuttosto il compimento di un'antica battaglia ideologica?

4) Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto alcun quorum: ogni singola scheda scrutinata avrà un peso determinante per le sorti del Paese. Qual è il concetto cardine, il messaggio definitivo che vorrebbe trasmettere a un elettore ancora indeciso per convincerlo ad appoggiare la sua visione?
 

Guido Cardello (Fronte del NO)


 

1) Da molti anni esiste la separazione delle carriere, prima di fatto e, dal 2023 istituzionalizzata dalla cosiddetta  riforma Cartabia, quella delle funzioni. I Magistrati possono passare dalle funzioni di Pm a quelle di Giudice ,una sola volta nei primi 10 anni di carriera e cambiando regione.
A mio parere dividere la Magistratura, oltre a non incidere affatto sulle garanzie del cittadino e meno ancora sulla presunzione di non colpevolezza ( non di innocenza come in altri Paesi), può rendere il potere giudiziario più debole e soggetto ad influenze "esterne".
Il prof. Franco Coppi, il n.1 dei Penalisti Italiani,  ha più volte affermato di non aver mai avuto casi in cui la decisione del Giudice o dei Giudici sia stata determinata dall'influenza del P.M. Se lo ha detto lui...
Sarebbe comunque bastato escludere anche quell'unico caso previsto per il cambio di funzioni, per eliminare ogni dubbio e lo si sarebbe potuto fare con legge ordinaria. Se il Giudice non fosse terzo in primo grado, perché facente parte della stessa carriera del Pm, allora bisognerebbe dividere anche quelli di secondo grado da quelli di primo grado e quelli d'appello da quelli di Cassazione? Stessa cosa per pm e procuratori generali in Appello  e Cassazione.

2) Si tratta della modifica più assurda, offensiva ed, oltretutto, farraginosa della riforma Costituzionale.  Doppio C.S.M. per P.M.e Giudici, ma solo per nomine , trasferimenti e valutazioni professionali. Procedimenti disciplinari affidati alla nuova Alta Corte Disciplinare. 
Composizione dei C.S.M.  nella parte  dei Magistrati,  con estrazione  a sorte tra tutti i 9.500 circa , suddivisi tra 2.500 circa P.m. e 7.000 circa Giudici. Sorteggio per i membri laici di nomina politica solo all'interno di un elenco fatto dal Parlamento in seduta comune, ma di cui sarà la legge ordinaria, senza che si conosca neppure la maggioranza prevista,  a stabilirne il numero. In pratica,  il sorteggio potrebbe svolgersi tra un numero di candidati appena superiore a quelli da inserire nel CSM,  con buona pace dell'indipendenza e dell'autonomia della Magistratura. 
Poi il sorteggio è offensivo per la Magistratura,  così come per ogni altra categoria professionale.  I sostenitori del si, sostengono che così verrebbero eliminate le cosiddette correnti della Magistratura.  Al di là del fatto che potrebbero essere sorteggiati tutti rappresentanti della stessa corrente , in ogni caso nella Magistratura sono iscritti a correnti solo in 2.000 su circa 9.600.. Le correnti non sono politicamente schierate,  ma rappresentano solo  diverse interpretazioni del Diritto , più tradizionali o più progressiste e, tra l'altro,  da molti anni quella predominante nel C.S.M.  è Magistratura Indipendente,  ovvero quella più conservatrice. Altro che " toghe rosse". La Magistratura ha diritto di scegliere i propri rappresentanti nell'organo Disciplinare,  anche in base alle rispettive qualità e capacità.  Il sorteggio sarebbe offensivo per chiunque! 
 

3) I problemi della Giustizia sono ben altri e sono rappresentati dalla carenza del personale , dei Magistrati, dei palazzi di giustizia che crollano in pezzi. La modifica chiesta dalla  riforma  costerebbe allo Stato, cioè a tutti noi, quasi 100 milioni di Euro in più. La stessa somma  potrebbe essere utilizzata per risolvere almeno in parte tali problemi, che toccano direttamente il cittadino. La riforma, invece, tende solamente a ridurre l'indipendenza e l'autonomia della Magistratura,  sia per quello che già prevede e di cui sopra, sia per quello che non ha previsto ma che dovrà essere stabilito con legge ordinaria , adottata dall'attuale maggioranza parlamentare. Si tratta , tra l'altro,  di un vecchio progetto della P2 di Gelli, che avrebbe voluto il colpo di Stato. La modifica non è stata discussa in Parlamento ed è uscita esattamente come vi era entrata, senza possibilità di modifiche ed emendamenti.  I nostri Padri Costituenti avevano discusso per  due anni, tra le diverse opinioni politiche e giuridiche,  prima di trovare un equilibrio tra i tre Poteri dello Stato che ha tenuto per 80 anni e dovrà essere conservato per almeno altri 100.

4) Votare No significa  anche ricordare l'origine della nostra Bellissima Costituzione,  che potrà anche essere modificata in parti non determinanti, ma che dovrà assolutamente essere conservata per l'equilibrio dei poteri .
Quello Giudiziario mai dovrà essere condizionato da quello esecutivo, che, peraltro,  già pare aver inglobato quelli legislativo.
Votare No significa  evitare una deriva autoritaria sempre più paventata dall'attuale maggioranza, ma comunque, evitarla anche in futuro, con qualunque maggioranza politica vi sia.

Davide Gatti (fronte del Sì)

1) Tengo a precisare che l’Unione delle Camere Penali, e quindi la Camera Penale di Asti, non è un partito politico ma un’associazione di carattere privato, tanto quanto l’Associazione Nazionale Magistrati. L’Unione è sempre stata a favore della separazione carriere  conducendo questa battaglia subito dopo l’entrata in vigore del codice di procedura penale accusatorio del 1989.
Nel 2017 raccolse 70 mila firme di cittadini che furono depositate in parlamento con richiesta di disegno di legge per addivenire alla separazione delle carriere. Il Giudice terzo ed imparziale, così come previsto dall’art. 111 della nostra Costituzione, modificato nel 1999 quasi all’unanimità dal Parlamento, darà la certezza al cittadino, nell’ipotesi di esito favorevole del referendum, di un processo più giusto ed imparziale. 

2) L’art. 104 novellato garantisce, com’è giusto che sia, autonomia ed indipendenza della magistratura sia con riferimento al Consiglio Superiore della Magistratura requirente che a  quello giudicante. I due CSM, così come l’Alta Corte dí disciplina, saranno organi di rilievo costituzionale e, con l’introduzione del sorteggio, l’autonomia ed indipendenza interna della Magistratura saranno effettivamente garantiti. 

3) In tutte le democrazie moderne del mondo c’è la separazione delle carriere, in Europa, ad oggi, solo Turchia e Romania hanno il nostro modello di carriere unificate. Ammodernare il nostro paese nel rispetto dell’autonomia ed indipendenza della Magistratura significa portare il nostro paese al pari delle democrazie più moderne.
 

4) Imparzialità e terzietà del Giudice, quale soggetto equidistante dall’accusatore e dal difensore, trovano casa nella separazione delle carriere.

Betty Martinelli


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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