Attualità | 20 marzo 2026, 09:57

Elena Pinetti, un ponte tra Asti e New York nel segno della ricerca scientifica

Prima scienziata italiana a vincere il prestigioso premio Primakoff, l'astrofisica astigiana studia i segnali invisibili dell'universo

La scienziata ritratta in un'immagine (tratta dal suo profilo Facebook) risalente al 28 settembre 2021, scattata per celebrare il dottorato con lode conseguito all'Università di Torino

La scienziata ritratta in un'immagine (tratta dal suo profilo Facebook) risalente al 28 settembre 2021, scattata per celebrare il dottorato con lode conseguito all'Università di Torino

Il cammino verso le stelle di Elena Pinetti ha raggiunto una tappa storica. La giovane ricercatrice astigiana, classe 1994, è diventata la prima italiana a vincere il premio Primakoff, un riconoscimento assegnato dalla American Physical Society che celebra i fisici a inizio carriera capaci di distinguersi per ricerche eccezionali nel campo delle particelle. Questo premio, conferito lo scorso 5 novembre, riconosce le sue idee originali e innovative nello studio della materia oscura, della radiazione cosmica e degli oggetti astrofisici compatti.

[Il post sulla pagina Instagram della Fondazione che le ha assegnato il riconoscimento]

Nonostante la sua carriera ormai sia interamente correlata agli USA, il legame con la sua terra d'origine rimane profondo. Il suo percorso era iniziato con gli studi al Liceo Scientifico Francesco Vercelli di Asti, dove la passione per la fisica teorica era nata tra i banchi, folgorata dalla bellezza delle equazioni che spiegano la realtà attraverso la matematica. Nel novembre del 2021, poco prima della sua partenza per gli Stati Uniti, il sindaco Maurizio Rasero e la compianta assessore Mariangela Cotto, in una cerimonia ufficiale, le avevano consegnato il sigillo della città. In quell'occasione, i rappresentanti dell'amministrazione avevano auspicato che la giovane scienziata potesse diventare una vera e propria ambasciatrice del territorio nel mondo, un desiderio che oggi appare ampiamente realizzato.

Il lavoro di ricerca della dottoressa Pinetti si muove su territori invisibili ma fondamentali per comprendere il cosmo. Dopo il doppio dottorato conseguito con lode tra l'Università di Torino e la Sorbona di Parigi, si è trasferita a Chicago per lavorare al Fermilab, il principale centro statunitense per la ricerca sulla materia oscura. Attualmente prosegue la sua attività a New York, presso il Flatiron Institute, concentrandosi sui filamenti cosmici e i vuoti cosmici.

Spiegare cosa significhi cercare la materia oscura non è semplice, ma la scienziata utilizza spesso un'immagine efficace: è come tentare di isolare una voce flebile all'interno di un rumoroso evento musicale. "Si tratta di individuare un segnale estremamente debole immerso in un contesto astrofisico molto più potente", ha spiegato descrivendo la sfida di trovare particelle che non emettono luce propria ma influenzano tutto ciò che ci circonda. Per lei, questa ricerca non è solo un dovere accademico, ma una forma di divertimento intellettuale che coltiva fin dall'infanzia.

Oltre ai successi in laboratorio, Elena Pinetti dedica grande energia all'impegno sociale e alla formazione delle giovani donne. È infatti mentore della Supernova Foundation e presidente del Soroptimist Milano Net Lead, una rete che promuove l'educazione alla parità di genere. Già a 18 anni, d'altronde, faceva parte della Commissione Pari Opportunità del Comune di Asti, a testimonianza di una vocazione che unisce da sempre eccellenza scientifica e responsabilità civica.

Per ulteriori informazioni sul suo lavoro di ricerca si può far riferimento al suo sito ufficiale.

Gabriele Massaro

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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