Si accende il confronto politico in Consiglio regionale in vista della prima commemorazione per la Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, prevista per martedì 24 marzo con la lettura pubblica dei nomi.
A intervenire sono i consiglieri del Movimento 5 stelle Disabato, Unia e Coluccio, che rivendicano l’introduzione dell’iniziativa grazie a un emendamento all’Omnibus, diventato legge. Un momento definito fondamentale di memoria collettiva, il cui valore – sottolineano – non deve essere messo in discussione.
"Consideriamo irricevibili e inopportune le proposte di far saltare la commemorazione", affermano, facendo riferimento alle polemiche legate ai recenti fatti che hanno coinvolto esponenti di Fratelli d’Italia in Piemonte. Secondo il M5S, proprio alla luce di quanto accaduto sarebbe invece necessario rafforzare le iniziative di sensibilizzazione e contrasto alla criminalità.
Il nodo della commemorazione
Movimento 5 stelle annuncia una presa di posizione netta nel caso in cui la cerimonia non dovesse svolgersi. "Se la cerimonia dovesse saltare, il Movimento 5 stelle diserterà la seduta di Consiglio regionale per dare lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie sotto Palazzo Lascaris".
Una scelta che punta a ribadire il valore simbolico e civile della lettura pubblica dei nomi, considerata un passaggio imprescindibile.
Richiesta di chiarimenti
Nel mirino anche la gestione della vicenda politica emersa negli ultimi giorni. I consiglieri chiedono che il presidente della Regione riferisca in aula e che venga fatta piena luce sui fatti.
"Ci aspettiamo che il presidente Cirio si presenti in aula per riferire sui fatti sconvolgenti", dichiarano, aggiungendo la richiesta di chiarimenti anche alla vicepresidente Chiorino e al consigliere Zappalà.
Una posizione che si fa ancora più netta sul piano politico: in assenza di risposte ritenute adeguate, il Movimento 5 Stelle annuncia che chiederà le dimissioni dei due esponenti. "Se i chiarimenti non dovessero arrivare, non potremo fare altro che chiedere le dimissioni di Chiorino e Zappalà".



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