Green | 21 marzo 2026, 11:45

Non solo legno: il tesoro invisibile dei boschi piemontesi nella lotta al cambiamento climatico

Dalla cattura della CO2 alla tutela della biodiversità, ecco come la gestione attiva trasforma il patrimonio forestale in una risorsa economica

Non solo legno: il tesoro invisibile dei boschi piemontesi nella lotta al cambiamento climatico

Oggi, sabato 21 marzo, si celebra la Giornata internazionale delle foreste, un appuntamento che quest'anno vede la Regione Piemonte e l’Accademia dell’Agricoltura unite nel sottolineare l'importanza dei boschi non solo come elemento paesaggistico, ma come vere e proprie infrastrutture verdi. Queste aree rappresentano un pilastro fondamentale per la vita quotidiana, capaci di generare benefici diretti per l’ambiente, l’economia e il benessere sociale attraverso i cosiddetti servizi ecosistemici.

Si tratta di funzioni spesso invisibili ma vitali: dalla regolazione del clima all'assorbimento dell’anidride carbonica, passando per la protezione del suolo dal dissesto idrogeologico e la gestione del ciclo dell'acqua. A questi si affianca la produzione di risorse economiche preziose come il legname e i prodotti del sottobosco, tra cui spiccano funghi, miele e tartufi. Questo capitale naturale è oggi al centro della Strategia Forestale Nazionale, che punta a garantire nel tempo una fornitura costante di tali benefici.

"Le foreste svolgono un ruolo che va ben oltre quello ambientale, rappresentando una risorsa strategica per contrastare i cambiamenti climatici e sostenere le economie locali", spiega l'assessore regionale alla Montagna e Foreste, Marco Gallo. Secondo l'esponente della giunta, parlare di servizi ecosistemici significa dare visibilità al valore concreto del bosco, trasformando questo patrimonio in opportunità di crescita per le comunità montane e rurali.

In questo percorso di valorizzazione, la Regione opera in stretta sinergia con l’Accademia di Agricoltura di Torino. Come evidenziato dall'assessore, questa collaborazione permette di unire il rigore della ricerca scientifica alla divulgazione, promuovendo una gestione sostenibile e multifunzionale del territorio. Il quadro normativo attuale si poggia sul Piano Forestale Regionale 2017-2027, che ha già introdotto strumenti all'avanguardia come i sistemi di pagamento per i servizi ecosistemici e il mercato volontario dei crediti di carbonio.

La prospettiva è già rivolta al futuro con il prossimo Programma Forestale Regionale 2028-2037. In questa nuova fase, il presidente dell’Accademia, professore Marco Devecchi, e l'Accademico Emerito professore Andrea Cavallero, sottolineano l'importanza di includere nelle riflessioni sui crediti di carbonio anche le aree adibite a pascolo. Queste zone contribuiscono significativamente alla cattura della CO2 e custodiscono un enorme potenziale di biodiversità legato alla gestione pastorale.

A livello operativo, la strategia piemontese si declina sul territorio attraverso i Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT). Questi documenti agiscono come veri "piani regolatori" per boschi e pascoli, permettendo di individuare le aree che proteggono abitati e infrastrutture, stimare la capacità di assorbimento del carbonio e orientare lo sviluppo delle filiere locali. Infine, i Piani di Gestione Forestale definiscono i singoli interventi, rendendo concreta la produzione dei servizi ecosistemici e permettendo ai proprietari una gestione attiva e misurabile del proprio patrimonio verde.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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