Sabato 28 marzo alle 16.30, il Museo Civico d'Arte Moderna e Contemporanea (Musarmo) di Mombercelli, situato in via Brofferio 24, aprirà le porte a un progetto espositivo di forte impatto emotivo. La mostra, intitolata "Dal bianco alla terra", nasce dalla sinergia artistica tra il fotografo Claudio Viarengo e la pittrice e body painter Alina Rosu. L'evento, patrocinato da diverse istituzioni locali, propone un percorso che utilizza il corpo umano come un luogo di transizione, esplorando i temi della perdita e della rinascita fino al 3 maggio 2026.
L'esposizione si sviluppa attraverso due momenti concettuali distinti ma complementari. Il "bianco" rappresenta il punto di partenza: uno spazio mentale e cromatico dove la fotografia di Viarengo cattura il corpo come una superficie vulnerabile, priva di riferimenti temporali. In questa fase, il silenzio e la sottrazione diventano strumenti per indagare la fragilità dell'identità. Successivamente, il corpo cessa di essere un semplice soggetto per diventare un "territorio" vivo. Qui interviene il gesto pittorico di Rosu, che trasforma la pelle in una mappa emotiva dove segni, colori e materiali naturali si fondono in un dialogo profondo con la memoria.

Claudio Viarengo, nato a Canelli nel 1988 e residente a Mombercelli, ha intrapreso il suo percorso nella fotografia come autodidatta nel 2022. La sua ricerca si è subito orientata verso una dimensione simbolica e introspettiva, portandolo a partecipare a eventi di rilievo internazionale come il Trieste Photo Days. In questa collaborazione, la sua visione si intreccia con quella di Alina Rosu, artista nata a Bucarest nel 1990 che vive e lavora in Italia. Parallelamente alla sua attività professionale come infermiera presso l'Ospedale di Asti, Rosu ha sviluppato una profonda sperimentazione artistica che spazia dalla pittura al body art, centrando il suo lavoro sulla narrazione degli stati d'animo.
Il culmine del percorso è rappresentato dalla sezione dedicata a "La regina del grano", che simboleggia il compimento della trasformazione. In questa fase, la figura umana assume una dimensione mistica, riconnettendosi alla terra attraverso archetipi di ciclicità e femminilità. "Dal bianco alla terra non propone risposte, ma invita lo spettatore ad attraversare un processo: dalla sottrazione alla presenza, dalla chiusura alla fioritura", spiegano gli autori nel presentare questo viaggio che definiscono al contempo intimo e universale.
La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 15.30 alle 18.30. Gli organizzatori hanno previsto la possibilità di concordare visite settimanali o fuori orario contattando i numeri 0141/959610, 338/4246055 o 346/4798585. Tutte le informazioni sono inoltre disponibili sul sito ufficiale del museo e sui relativi canali social.








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