Politica | 26 marzo 2026, 10:00

Caso Cascina Volta, l'opposizione chiede la revoca delle messe in mora

Documentata la richiesta ufficiale per dichiarare l'inefficacia degli atti scaduti il 15 marzo

Il consigliere Mauro Bosia (Uniti si può) ritratto nel corso del suo intervento in consiglio comunale aperto. Accanto a lui il consigliere Massimo Cerruti (M5S) e la consigliera Vittoria Briccarello (Uniti si può), tre degli esponenti di minoranza firmatari della lettera - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Il consigliere Mauro Bosia (Uniti si può) ritratto nel corso del suo intervento in consiglio comunale aperto. Accanto a lui il consigliere Massimo Cerruti (M5S) e la consigliera Vittoria Briccarello (Uniti si può), tre degli esponenti di minoranza firmatari della lettera - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Il consiglio comunale aperto di martedì sera ha segnato un punto di rottura sulla gestione di Cascina Volta. Se da un lato il sindaco Maurizio Rasero ha rivendicato le scelte della giunta dichiarando di metterci la faccia, l'opposizione ha ribadito la propria contrarietà, definendo la situazione un fallimento amministrativo. Il punto di massima frizione riguarda le richieste di pagamento inviate ai residenti, un tema che ora è oggetto di una dura iniziativa formale.

I consiglieri di minoranza hanno infatti protocollato una lettera indirizzata al Comune di Asti per chiedere ufficialmente la revoca e l'inefficacia delle messe in mora recapitate agli abitanti e proprietari. Si tratta di atti che avevano come termine ultimo il 15 marzo scorso e che, secondo i firmatari, devono essere annullati alla luce di quanto emerso durante il dibattito pubblico in aula.

Nella nota inviata agli uffici municipali, l'opposizione sottolinea la necessità di un "riesame complessivo dei provvedimenti adottati", al fine di garantire non solo la trasparenza ma anche una corretta tutela legale per i cittadini coinvolti. La richiesta non è solo politica ma amministrativa: si sollecita infatti l'adozione di un provvedimento scritto che sancisca in modo chiaro la fine dell'efficacia di tali atti, con l'obbligo di darne tempestiva comunicazione agli interessati.

I consiglieri motivano il passo indietro richiesto all'ente con le "criticità ed elementi di fatto e di diritto emersi durante la suddetta seduta consiliare", ritenendo che le spiegazioni fornite durante l'assemblea abbiano evidenziato debolezze tali da rendere necessaria l'interruzione delle procedure avviate. In attesa di un riscontro sollecito da parte della giunta, la questione di Collina Volta continua a dividere profondamente.

Testo integrale della lettera

Alla cortese attenzione del Comune di Asti

Con la presente, alla luce di quanto emerso nel corso del Consiglio Comunale tenutosi nella serata di martedì scorso, si chiede formalmente all'Amministrazione Comunale di voler procedere alla revoca, con contestuale dichiarazione di inefficacia, delle costituzioni in mora inviate agli abitanti e proprietari dell'area di Collina Volta, recanti scadenza al 15 marzo u.s.

Tale richiesta trova fondamento nelle criticità e negli elementi di fatto e di diritto emersi durante la suddetta seduta consiliare, che rendono opportuno e necessario un riesame complessivo dei provvedimenti adottati, al fine di garantire trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dei cittadini coinvolti.

Si richiede pertanto l'adozione di un apposito provvedimento scritto che disponga in modo chiaro la revoca e l'inefficacia degli atti sopra indicati, dandone tempestiva comunicazione agli interessati.

In attesa di un sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

I consiglieri di opposizione

Redazione


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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