Attualità | 29 marzo 2026, 06:19

Domenica delle Palme, tra fede e tradizione: al via la Settimana Santa

Benedizione degli ulivi, processione e celebrazioni presiedute dal vescovo Marco Prastaro ad Asti: riti antichi che ricordano l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e aprono il cammino verso la Pasqua

Merphefoto

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Tra canti e rami d’ulivo: si celebra oggi nel mondo cattolico e protestante la Domenica delle Palme, una festività durante la quale si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme con i successivi eventi della Passione. Con questa giornata, però, non termina la Quaresima, che finisce invece il Giovedì Santo, giorno in cui prendono il via le celebrazioni del Triduo Pasquale.

Iniziano le funzioni liturgiche della Settimana Santa

Oggi iniziano gli appuntamenti liturgici della Settimana Santa presieduti dal vescovo di Asti, Marco Prastaro: alle 10:15 sul sagrato del santuario di San Giuseppe avrà luogo la benedizione degli ulivi, seguita dalla processione che si snoderà attraverso piazza Fratelli Cairoli e via Caracciolo fino a raggiungere piazza Cattedrale. In Cattedrale si terrà quindi la Concelebrazione Eucaristica con la lettura della Passione secondo Matteo.

Come vuole la buona tradizione, una volta che nelle case arrivano i nuovi ramoscelli d’ulivo benedetti, quelli dell’anno precedente non si getta via, ma vengono bruciati nel fuoco, spesso nei campi, negli orti e nelle vigne dove i contadini li fissano al centro dell’area coltivata, nell’ottica di rendere fertile il terreno e di propiziare un buon raccolto per la nuova stagione.

 Una tradizione che arriva da lontano

La Domenica delle Palme è quindi un momento di grande importanza per la fede cristiana, che richiama alla preghiera e alla comunione tra i fedeli. Come raccontano i Vangeli, Cristo scese dal “Monte degli Ulivi” in groppa ad un asinello e venne accolto da una folla festante che agitava rami e fronde prese dai campi, in segno di lode. Acclamato come si faceva solo con i re, ma senza il cavallo, in segno di umiltà. Lo aveva detto il profeta Zaccaria: Gesù è un re diverso, non arriva con armi o insegne di potere, non impone tributi. Al contrario, sceglie di essere trasportato dall’animale più servizievole, che è sempre accanto alla gente che lavora.

L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, raccontato con delle varianti dai quattro evangelisti, fa riferimento alla festa ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”, quando i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. Ciascuno portava in mano e sventolava il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi: la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s’innalza verso il cielo, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio, legati insieme con un filo d’erba (Lv. 23,40). Spesso attaccato al centro c’era anche una specie di cedro, l’etrog (il buon frutto che Israele unito rappresentava per il mondo).

Il cammino era ritmato dalle invocazioni di salvezza (Osanna, in ebraico Hoshana) in quella che col tempo è divenuta una celebrazione corale della liberazione dall’Egitto: dopo il passaggio del mar Rosso, il popolo per quarant’anni era vissuto sotto delle tende, nelle capanne; secondo gli antichi, il Messia atteso si sarebbe manifestato proprio durante questa festa.

Da qui la tradizione cristiana ha fatto il resto e ha ripreso l’usanza di portare dei rami di piante simboliche come la palma (simbolo della fede) e l’ulivo (simbolo di pace) in processione e di benedirle per poi procedere della rievocazione della Passione di Gesù.

La Domenica delle Palme apre la Settimana Santa, la Settimana del silenzio e della riflessione, che ha il suo culmine con la Passione e Morte di Gesù, fino alla Pasqua di Resurrezione.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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