Cultura e tempo libero | 03 aprile 2026, 14:25

Un dipinto seicentesco di Carlo Bononi arricchisce la pinacoteca di Palazzo Mazzetti

L’opera raffigurante il martirio di San Sebastiano, donata in memoria di Paolamaria Cornero, è un inedito mai esposto al pubblico

La pinacoteca di Palazzo Mazzetti si arricchisce di una nuova pregevole opera. Si tratta di un dipinto eseguito da Carlo Bononi, punto di riferimento della celebre scuola di pittura ferrarese tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XVII. Il quadro è stato donato in memoria di Paolamaria Cornero, Polly, figlia del giornalista Vanni Cornero e della professoressa Marina Gavello. Polly, scomparsa quattro anni fa dopo un’implacabile malattia sopportata con serenità e coraggio, aveva dedicato la sua vita professionale all’assistenza dei più deboli e dei minori senza famiglia.

Un inedito da collezione privata

A dare la notizia è il presidente di Fondazione Asti Musei, Francesco Antonio Lepore, che così prosegue descrivendo l’opera: “Il dipinto è un olio su tela di grandi dimensioni (205 cm x 122) e raffigura il martirio di San Sebastiano, legato ad un albero mentre sta per essere trafitto da due frecce, con giochi di luce e plasticità di inconsueta suggestione, tanto da spingere i commentatori più esperti ad accostare lo stile del Bononi a quelli di Tintoretto e Caravaggio. Il quadro, inoltre, si può definire un inedito, poiché di proprietà della famiglia Cornero dalla seconda metà del XIX Secolo e mai prima d’ora esposto al pubblico”. Il Martirio di San Sebastiano di Carlo Bononi è stato collocato nel Salone d’onore di Palazzo Mazzetti.

San Giorgio e il drago di Camillo Procaccini

Nello stesso ambiente, al posto della Femme di Giacomo Grosso tornata alla sede di Palazzo Ottolenghi, troverà inoltre collocazione un’altra importante opera di grandi dimensioni, concessa al museo in comodato d’uso da un privato astigiano, a testimonianza della continua crescita e valorizzazione del patrimonio espositivo del museo. Si tratta di una tela raffigurante San Giorgio e il drago, attribuita al pittore emiliano Camillo Procaccini, artista attivo tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, appartenente a una famiglia di consolidata tradizione artistica. L’opera è riconducibile a una delle versioni del soggetto realizzate dal pittore.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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