Asti si prepara a riscoprire uno dei tasselli più significativi della sua storia devozionale e artistica. Venerdì 10 aprile, alle 15.30, la Chiesa San Martino ospiterà una giornata di studi interamente dedicata alle tele dell’Arciconfraternita di San Michele. L'incontro, inserito nel quadro del quarto corso di formazione "Insieme per l’Arte 2026", rappresenta un'importante occasione per la cittadinanza di conoscere da vicino la realtà storica di questa antica istituzione.
Al centro dell'attenzione ci saranno quattro tele che un tempo costituivano l'arredo sacro della chiesa di San Michele. Questi tesori, recentemente sottoposti a un attento intervento di restauro, sono oggi custoditi e ammirabili presso il Museo San Martino. L'iniziativa non vuole essere solo un momento di esposizione, ma un vero approfondimento scientifico sulle tecniche di recupero e sul valore identitario di queste opere per il territorio astigiano.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del vescovo, monsignor Marco Prastaro. A seguire, dalle 16 alle 18, il programma prevede una serie di relazioni tecniche curate da figure di spicco del settore. Interverranno don Gian Luca Popolla, delegato regionale per i Beni culturali ecclesiastici e direttore del Museo Diocesano di Torino, e Stefano Zecchino, direttore del Museo Diocesano San Giovanni. Il dibattito, aperto al pubblico, vedrà inoltre i contributi di Massimiliano Caldera, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio, e della storica dell’arte Matilde Picollo.
Il recupero delle opere di San Michele viene definito come "un esempio di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico", frutto di una proficua sinergia tra diversi attori del territorio. Il progetto ha visto infatti la collaborazione tra la Regione Piemonte, la Conferenza Episcopale Piemontese, la Diocesi di Asti e la Parrocchia di San Martino, supportate dal lavoro dei volontari del Gruppo Culturale San Martino Asti – ODV.
L'iniziativa sottolinea come la tutela della bellezza sia un obiettivo comune che unisce istituzioni pubbliche, enti religiosi e il mondo del volontariato culturale, garantendo alle future generazioni la fruizione di un patrimonio storico altrimenti a rischio di oblio.










