Castelletto Molina, piccolo borgo del Sud Astigiano, ancora più affascinante proprio per le sue dimensioni, conta un importante, antico castello. Maniero dei conti Veggi, gli ultimi proprietari prima dell’annessione al Regno d'Italia, di evidente origine medievale, caratterizzato da imponenti mura e da cinque torri: il "torrione", la "torre di vedetta", la "torre di guardia", la "torre del Belvedere" e la "torre dei prigionieri", che un tempo era, ça va sans dire, prigione. Torri ancora con le loro belle merlature. Oggi abitato da diverse famiglie comproprietarie, ospita al suo interno "Il Palazzo", probabilmente ricostruito nella seconda metà del Seicento, e "la Casa Rustica” risalente al XVII secolo, arricchita da un maestoso soffitto ligneo a cassettoni. Completa il tutto una cappella gentilizia, aperta al pubblico due volte l'anno per celebrare messa.
Rimirato il castello, suggerisco la visita alla bella parrocchiale di San Bartolomeo, già menzionata in documenti del XI secolo, come rinchiusa nelle mura del castello, rifatta a metà Seicento e ritoccata nell'Ottocento, comunque particolare ed assai interessante, fuori e dentro. Attorno, colline disegnate da vigneti. Colline dove camminare seguendo un originale percorso ad anello da poco più di dieci chilometri, ciclistico e pedonale, ben pensato per dare visibilità e valorizzare paese e dintorni. Pensato per attrarre visitatori e turisti puntando su un elemento di rottura, differenziante rispetto al mare di colline e vigneti tipici un po’ di tutto il territorio provinciale. Mare che ricorda quando una volta dalle nostre parti c’era veramente il mare. Differenziante a cominciare dal nome: c’me na borca ant’el vigne che si rifà e gioca sullo stupore sintomatico del detto piemontese c’me na borca ant’el bosch. Nome forse un po’ troppo da turismo di prossimità, ma credo tutto possa essere ottimizzabile.
Giro su un percorso che tocca otto aree picnic, una in centro paese, di fronte al castello, e le altre in punti panoramici in cima alle colline di Robbiano, Vallone, Colla, Molina, Bricco Oddone e Bracco. Aree attrezzate con il classico tavolo da picnic, un cestino per la spazzatura, un lampione ad energia solare e, ovviamente, la vera attrazione: la barca. Idea vincente nell’idea, ogni barca è dotata di un QR Code che porta ad una pagina web con la spiegazione del progetto e la scansione dà diritto a un calice di vino, offerto dalla cantina che ha adottato la barca. Il sistema permette di apporre un timbro virtuale per attestare le posizioni visitate. Completato il percorso, scansionando tutti i codici delle barche, si riceverà la “patente di navigazione per i mari verdi”.
Dai, bellissimo! Ora tocca a voi iniziare, da domenica, a fare incetta di codici e foto in barca. Consigliato anche a chi non sa nuotare.










