Solidarietà | 20 aprile 2026, 08:20

Caregiver, le vite invisibili entrano nel palazzo della Regione Piemonte [VIDEO]

Un esercito silenzioso di madri e padri chiede di partecipare ai tavoli tecnici per una riforma vicina alla realtà delle case

Caregiver, le vite invisibili entrano nel palazzo della Regione Piemonte [VIDEO]

Ieri, tra le vetrate del grattacielo della Regione Piemonte, il silenzio che solitamente avvolge il lavoro di cura nelle case private è stato interrotto dalle voci del coordinamento Caregiver familiari uniti (CFU). L'occasione è stata la presentazione della relazione "Vivere la disabilità in famiglia", un documento che raccoglie non solo dati statistici, ma frammenti di esistenze reali dedicate h24 all'assistenza di persone fragili.

Il profilo del caregiver piemontese emerso dal questionario è quasi interamente al femminile: l'89,7% è infatti composto da donne. Si tratta di madri, figlie e mogli che, senza una formazione specifica, si trasformano quotidianamente in infermiere, terapiste e assistenti notturne, spesso rinunciando alla propria carriera e a una normale vita adulta.

Tra le testimonianze più significative spicca quella dell'astigiana Isabella Soverino, originaria di Villafranca d'Asti e madre di Lorenzo, un ragazzo di 18 anni affetto da atrofia muscolare spinale. Soverino ha posto l'accento sulle criticità del passaggio alla maggiore età dell'assistito, che frammenta visite ed esami in giorni diversi, aumentando lo stress per la famiglia. "Chiediamo uno snellimento burocratico e l'automazione delle procedure, oltre all'impegno per il riconoscimento dei caregiver ai fini previdenziali e pensionistici", ha dichiarato la donna, sottolineando come si tratti di una questione di equità e dignità.

Anche Lisa Orrico, presidente di Mimola e referente regionale per il CFU, ha ribadito l'urgenza di un coinvolgimento diretto: "Un riconoscimento costruito senza il coinvolgimento dei caregiver rischia di diventare un atto formale, scollegato dalla realtà". Orrico, che assiste personalmente una bambina di 7 anni con grave disabilità, ha evidenziato come il lavoro di cura produca spesso una povertà invisibile, costringendo molte famiglie a rinunciare al riscaldamento o all'elettricità per far fronte alle spese mediche.

Le richieste portate all'attenzione delle istituzioni sono chiare:

  • Partecipazione attiva ai tavoli tecnici regionali.
  • Riconoscimento della figura del caregiver come lavoratore.
  • Supporto economico e tutele per evitare il burnout, descritto come un esaurimento estremo che colpisce chi non ha mai turni o ferie.

La risposta della Regione è arrivata dal vicepresidente Maurizio Marrone, che ha riconosciuto i caregiver come la "spina dorsale del sistema di assistenza". Marrone ha confermato lo stanziamento di 5 milioni di euro annui a partire dal bilancio 2025, destinati a contributi diretti per le famiglie tramite gli enti gestori. Al tavolo era presente anche il consigliere regionale Daniele Valle, che ha auspicato un lavoro di condivisione per arrivare a una legge quadro che dia risorse e tutele certe.

Il percorso di riconoscimento in Piemonte è dunque avviato, ma la richiesta dei familiari resta ferma: che le riforme non restino solo sulla carta, ma entrino concretamente nelle case dove la disabilità è una condizione permanente.

Gabriele Massaro


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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