Dopo le recenti mosse della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, che ha indicato l'attuale sindaco Maurizio Rasero per la guida della banca, innescando un terremoto politico che ha visto la rottura con il Partito Democratico in Provincia, le reazioni non si placano. A dare voce a un forte dissenso è Mario Malandrone, consigliere di Ambiente Asti, che analizza la delicata situazione attraverso un duro comunicato.

Secondo l'esponente della minoranza, le decisioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione sarebbero state pilotate. "Le nomine confermano un'impressione sempre più diffusa: il percorso decisionale era già sostanzialmente definito e il confronto pubblico è stato, nei fatti, marginale", dichiara Malandrone. La formalizzazione del 27 aprile viene vista solo come l'ultimo atto di un processo costruito su equilibri istituzionali precedentemente concordati. Il consigliere punta il dito anche contro i costosi incarichi di consulenza per la selezione dei curricula: "Un investimento rilevante di risorse che appare difficilmente giustificabile se le scelte erano già orientate a monte".
Il nodo dell'autonomia e i nuovi vertici
L'attenzione si sposta poi sull'accumulo di incarichi. Malandrone si esprime duramente sull'assetto di potere che si sta delineando attorno alla figura del primo cittadino. Afferma infatti: "È inaccettabile che si sia determinata una concentrazione di potere tale da configurare, di fatto, un sistema di influenza politica e istituzionale fortemente accentrato". Una situazione che l'esponente di Ambiente Asti definisce senza mezzi termini degna di un "romanzo distopico di fantascienza".
Emergono profonde perplessità anche sul profilo del nuovo amministratore delegato, proveniente da grandi gruppi di credito. Il timore espresso è chiaro: "Si tratta di un profilo abituato a operare su scala nazionale e internazionale, con logiche tipiche dei grandi sistemi bancari, profondamente diverse da quelle di una banca territoriale". Il rischio palesato è che questo approccio possa aprire la strada a una progressiva perdita di indipendenza dell'istituto o, nella peggiore delle ipotesi, a una sua futura cessione.
La tutela dei lavoratori e dei risparmiatori
Nella visione di Ambiente Asti, la vera priorità deve rimanere il tessuto sociale ed economico locale. La narrazione politica sulla svalutazione delle azioni, che secondo Malandrone è servita principalmente a indebolire la precedente gestione, deve ora tradursi in risposte tangibili per i piccoli azionisti, che hanno visto i propri risparmi dimezzarsi.
Inoltre, la difesa dell'occupazione viene ritenuta imprescindibile per il futuro. A tal proposito il consigliere ribadisce: "La Cassa di Risparmio di Asti è fatta di lavoratori e competenze che non possono diventare variabili di aggiustamento".
Le decisioni sulle sorti della banca, conclude l'esponente dell'opposizione, non possono restare chiuse in accordi tra partiti e svelate solamente a cose fatte. Chi ha ruoli di guida deve dimostrare con i fatti quale direzione intende prendere, perché, come ricorda Malandrone: "La banca non è terreno di equilibrio politico, ma patrimonio della comunità".










