Cultura e tempo libero | 25 aprile 2026, 11:01

Il cinema della Resistenza fa tappa ad Asti: al Lumière arriva la versione restaurata de "I nostri anni"

Mercoledì 29 aprile la sala astigiana ospiterà la proiezione del pluripremiato film d'esordio di Daniele Gaglianone. Alla serata sarà presente in sala il regista

Un'immagine dal film

Un'immagine dal film

Il territorio astigiano si prepara ad accogliere un importante appuntamento culturale legato ai temi della memoria e della Resistenza. Mercoledì 29 aprile, alle 21.15, il Cinema Lumière di Asti ospiterà una tappa del tour nazionale de "I nostri anni", il lungometraggio d'esordio del regista Daniele Gaglianone.

Per l'occasione, a 25 anni dall'uscita in sala e dai prestigiosi riconoscimenti ottenuti a Cannes, il film torna sul grande schermo in una veste completamente rinnovata, grazie a un accurato restauro in 4K. Ad arricchire ulteriormente l'appuntamento astigiano sarà la presenza in sala dello stesso regista, pronto a dialogare con il pubblico al termine della proiezione.

Un restauro d'autore per i 25 anni

L'iniziativa rientra nel progetto del Circuito audiovisivo Piemonte, che sta portando l'opera in venti sale della regione. Il meticoloso lavoro di restauro è stato curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

A sottolineare il valore dell'operazione è il direttore dell'ente museale, Carlo Chatrian: "Siamo felici di poter presentare uno degli esordi italiani più originali in una veste rinnovata".

Il direttore evidenzia inoltre l'estrema attualità dell'opera: "Uscito nel 2000, I nostri anni di Daniele Gaglianone è un film tanto diretto nel suo progetto quanto complesso nella sua struttura narrativa ed estetica. È un film che fa del tempo, del suo scorrere e del suo resistere, il suo soggetto. Soggetto quanto mai attuale, perché viviamo tempi di guerra, ma anche perché la nostra memoria collettiva si sta accorciando paurosamente".

La trama tra memoria e montagna

Interamente girato in Valchiusella, luogo storico della lotta partigiana piemontese, il film racconta la storia di Alberto e Natalino, due ex partigiani legati da un'amicizia profonda ma le cui vite da anziani hanno preso pieghe opposte.

Quando il passato riaffiora con violenza, riaprendo ferite mai rimarginate legate alla morte dei loro vecchi compagni, i due si ritrovano ad affrontare un viaggio sospeso tra memoria e realtà, cercando un modo per riscrivere e accettare il dolore del passato.

Le parole del regista

A distanza di un quarto di secolo, l'opera mantiene intatta la sua forza narrativa. È lo stesso Daniele Gaglianone a riflettere sul significato di questo ritorno in sala: "Confrontarsi, dopo tutto questo tempo, con un film la cui ideazione mi ha accompagnato per tutti gli anni della giovinezza significa anche ripensare a quanto questo film abbia ancora molte cose da dire in questi nostri di anni".

Il regista pone poi l'accento sul cuore etico della pellicola: "Il film restaurato prende vita nuova, le immagini sono più vivide che mai e questo rende ancora più urgente e necessario uno dei nodi centrali di questo film, di questa storia: se sia possibile avere un rapporto etico con la violenza, se sia possibile mantenere come essere umano quella dignità che per preservare bisogna essere anche pronti a combattere".

Redazione

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