Il grande jazz torna a viaggiare sul territorio regionale grazie all'ottava edizione del Torino Jazz Festival Piemonte 2026. Dall'8 maggio al 20 novembre 2026, la manifestazione porterà ben ventidue concerti fuori dalle grandi aree metropolitane, trasformando la musica in una vera e propria occasione di aggregazione per le comunità locali. Il filo conduttore di quest'anno è 'Sconfinando', un tema che invita ad attraversare generi e linguaggi musicali differenti. All'interno del vasto programma piemontese, un ruolo di primissimo piano spetta alla provincia di Asti, capace di catalizzare l'attenzione con cinque appuntamenti d'eccezione divisi tra il capoluogo e Nizza Monferrato.
L'inaugurazione dell'intero festival è affidata proprio alla città di Asti. L'8 maggio, alle ore 21.30, il Teatro Alfieri ospiterà "Il cielo è pieno di stelle", un intenso omaggio al repertorio di Pino Daniele. Sul palcoscenico saliranno Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, pronti a far dialogare magistralmente la tradizione del jazz con la grande canzone d'autore italiana.
Il calendario astigiano proseguirà alla Sala Pastrone, con tre appuntamenti tutti programmati per le ore 21.30. Il 13 maggio andrà in scena lo spettacolo "Musica da ripostiglio… perché da camera ci sembrava eccessivo", che si aprirà a una ricca pluralità di linguaggi musicali. Il 22 maggio sarà il turno di Eleonora Strino e del suo trio, esibizione che porterà in luce la raffinata ricerca chitarristica della musicista e testimonierà la grande attenzione del festival verso i talenti femminili. Pochi giorni dopo, il 26 maggio, Roger Corrêa e il suo quartetto condurranno gli spettatori verso vibranti atmosfere latino-iberiche, mettendo in atto uno dei primi e più affascinanti sconfinamenti geografici della rassegna.
La scia musicale nell'Astigiano riprenderà al termine dell'estate. Il 3 settembre, alle ore 21, il Foro Boario di Nizza Monferrato farà da cornice a una nuova celebrazione di Pino Daniele. Il progetto "Napule è…" vedrà protagonista Felice Reggio, affiancato dal trio di Max Gallo, per una suggestiva rilettura in chiave Hammond jazz dei grandi classici del cantautore partenopeo.










