Attualità | 22 maggio 2026, 19:27

Andrea Ghignone lascia la presidenza dell’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana

Dimissioni motivate dai numerosi nuovi incarichi e dall’esigenza di garantire una guida più presente all’Enoteca

Andrea Ghignone lascia la presidenza dell’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana

Andrea Ghignone ha comunicato la decisione di lasciare la presidenza dell'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana.

Per Ghignone si tratta di una nuova uscita dopo il ritorno alla guida dell'Enoteca avvenuto nel febbraio 2025, incarico che aveva già ricoperto dal 2009 al 2016. La scelta è legata a motivi personali e ai nuovi impegni assunti negli ultimi mesi, in particolare alla presidenza della Cantina di Nizza, all'ingresso nel consiglio di Vite Colte, realtà nella quale aveva già ricoperto anche il ruolo di vicepresidente, agli incarichi legati al Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato e alla sua attività di imprenditore vitivinicolo. 

Ghignone è inoltre attuale sindaco di Moasca. "Ritengo corretto fare un passo indietro con senso di responsabilità affinché l'Enoteca possa avere il tempo necessario per individuare una nuova guida. Credo sia giusto lasciare spazio a figure che possano dedicare ancora più tempo, energie e nuove idee a questa importante realtà del territorio". Ghignone ringrazia tutti i collaboratori dell'Enoteca per il lavoro svolto insieme in questi anni. Le dimissioni, già formalmente presentate all'Enoteca nella giornata di ieri, saranno recepite e discusse nel corso della prossima assemblea dei soci.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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