I faldoni della memoria storica locale conservano tesori che attendono solo di essere scoperti e raccontati. Venerdì 5 giugno, in concomitanza con l'undicesima edizione de La Notte degli Archivi patrocinata dall'Anai e inserita nel programma del Festival Archivissima, la città di Asti si appresta a vivere un viaggio suggestivo nel passato. L'edizione di quest'anno si sviluppa attorno al tema centrale del “quello che non c'è”.
A raccogliere questa sfida culturale sono due importanti realtà del territorio, l'Israt e la Casa degli alfieri - Archivio della Teatralità popolare, che per l'occasione hanno unito le forze per mostrare al pubblico il lato più vitale e dinamico dei propri documenti.
Lo spunto iniziale del progetto nasce da una ricorrenza fondamentale per la storia democratica del nostro Paese. “Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del suffragio femminile – spiega Nicoletta Fasano, direttrice dell’Israt – per cui è stato quello il nostro spunto di partenza. Pensando a ciò che non c’è, non si vede, come prevede il tema della Notte degli Archivi, non abbiamo potuto non far riferimento alla voce femminile, che nella storia rimane quasi sempre taciuta, da sfondo alla narrazione maschile”,
L'evento, intitolato “Cucire il tempo”, si configurerà come un reading interamente dedicato alle donne dal coraggio silenzioso. Il percorso narrativo partirà dal cruciale 1946, anno della prima esperienza al voto in Italia, per poi addentrarsi nelle esistenze quotidiane di operaie della Way Assauto e della Saclà, ma anche di contadine e casalinghe. Si tratta di figure che raramente compaiono in primo piano nelle cronache ufficiali, ma che hanno rappresentato la vera spina dorsale della società.
La collaborazione scientifica e artistica ha permesso di scavare a fondo nei materiali d'archivio. “Questo progetto è nato dall’idea di Nicoletta, ma è fin da subito diventato un progetto a due perché condividiamo la convinzione che gli archivi siano dispositivi ricreatori, qualcosa di vivo, tutt’altro che polveroso – sottolinea Patrizia Camatel (ritratta nella foto sottostante) della Casa degli alfieri , – Insieme alla nostra archivista, Wanda Gallo, abbiamo cercato storie di donne, tra il materiale che testimonia oltre 50 anni di attività della nostra compagnia”.

Durante la serata, i documenti usciranno dai loro scaffali per essere esposti direttamente sui tavoli di studio solitamente riservati ai ricercatori. Questa insolita apertura fisica degli spazi intende stimolare la riattivazione di ricordi personali e di racconti familiari nei visitatori. La forza della parola si fonderà con l'arte performativa per ridare dignità a queste testimonianze. “Restituire una selezione di documenti attraverso il teatro, la musica e lo spettacolo dal vivo, nonché dunque attraverso la presenza di interpreti – conclude Patrizia Camatel – è la dimostrazione della loro vitalità e di quanto possano ancora parlarci e farci riflettere”,
L'appuntamento è fissato per venerdì 5 giugno nella splendida cornice di Palazzo Ottolenghi, situato in corso Alfieri 350. Per accogliere il pubblico nel rispetto dei tempi di ascolto, sono previsti tre turni successivi: alle 19.30, alle 21 e alle 22. Gli spettatori potranno ascoltare i contributi vocali di Patrizia Camatel, Paola Malandrone e Jane Plumbini, accompagnati dalle esecuzioni musicali di Gianpiero Malfatto e Piercarlo Cardinali.
Per ottenere maggiori informazioni sull'evento è possibile telefonare durante le ore pomeridiane al numero 328/706.90.85, oppure inviare un'e-mail ai contatti info@israt.it e info@archivioteatralita.it.










