Eventi | 12 giugno 2026, 06:12

La danza entra nei cortili, il teatro affronta la morte: venerdì denso ad AstiTeatro

"Perspectiva" porta la coreografia urbana sotto le finestre di casa; alle 22 "Vorrei morire non so come fare" apre un talk sulla malattia e la fine della vita

La danza entra nei cortili, il teatro affronta la morte: venerdì denso ad AstiTeatro

Venerdì 12 giugno AstiTeatro 48 porta il teatro e la danza dove non te li aspetti: tra i condomìni della città e negli spazi storici del centro.

Alle 17.30, in Piazza Scirè Risichella, va in scena "Perspectiva. Vedere attraverso" (ingresso gratuito), di Silvia Dezulian e Filippo Porro. Il progetto — vincitore del CROSS Award 2020 — è una performance di danza urbana che si insinua tra cortili, balconi e finestre dei palazzi abitati: i danzatori disegnano coreografie nello spazio quotidiano, invitando gli abitanti a guardare la propria città con occhi nuovi.

La sera, alle 20.30, all'Archivio Storico si apre con un talk sul tema della malattia e della morte, con il musicoterapeuta Ferruccio Demaestri e i drammaturghi Roberto Scappin e Paola Vannoni. Alle 22.00 va in scena il loro spettacolo "Vorrei morire non so come fare" (prima regionale), vincitore del Premio Tuttoteatro.com "Dante Cappelletti" 2025: un testo algido e nichilista sulla fragilità umana, premiato per "la qualità della scrittura scenica, sempre tesa a rovesciare le attese".

Ultimi giorni per iscriversi al Workshop di Scrittura Creativa con Bernhard Studlar (fino a stasera, 20-23, EO Arte – ingresso gratuito).

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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