La cronaca nazionale riporta l'attenzione su Moise Kean, l'attaccante della Fiorentina e della nazionale italiana il cui talento calcistico ha mosso i primi passi proprio sul territorio astigiano. Nelle scorse ore, la sua abitazione situata nel capoluogo toscano è finita nel mirino dei malviventi.
Il bilancio del colpo è pesante. Dalla residenza del calciatore sono spariti diversi orologi di lusso. Secondo le indiscrezioni riportate dalle forze dell'ordine e dalla stampa locale, il valore della refurtiva ammonterebbe a circa 300mila euro.
La dinamica del colpo a Campo di Marte
Al momento dell'effrazione, Moise Kean si trovava all'estero e non era presente in casa. A far scattare la segnalazione è stato un ospite del giocatore, che si trovava nell'abitazione situata nel quartiere di Campo di Marte.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri per i necessari rilievi scientifici, alla ricerca di tracce utili a identificare i responsabili. Le indagini si stanno concentrando anche sull'acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Dagli ambienti investigativi emerge una chiara ipotesi: "Non si esclude che i malviventi possano essere entrati dal retro dello stabile per accedere all'appartamento".
I legami con Asti e i primi calci al pallone
Nonostante la sua carriera lo abbia portato a calcare i palcoscenici sportivi più prestigiosi d'Europa, tra le file di Juventus, Everton, Paris Saint-Germain e ora Fiorentina, la parabola personale di Moise Kean resta profondamente intrecciata alla città di Asti.
Nato a Vercelli nel 2000 da genitori ivoriani, l'attaccante si è trasferito all'ombra dell'Alfieri da bambino, assieme alla madre Isabelle (attiva nel volontariato astigiano) e ai fratelli. È proprio qui, anche nei campi dell'oratorio Don Bosco, che ha trascorso gli anni cruciali dell'infanzia e dell'adolescenza, trasformando la sua vocazione in un percorso agonistico concreto.
I muretti e gli spazi della parrocchia astigiana sono stati la sua vera palestra sportiva, prima di approdare nel vivaio dell'Asti Calcio e di spiccare definitivamente il volo verso i vertici dello sport nazionale. Un legame affettivo che la famiglia non ha mai rescisso, mantenendo vivo il ricordo delle proprie radici in terra piemontese.










