Il fascino della parola natia e le suggestioni del passato si incontrano a Grana Monferrato. Sabato 20 giugno, alle 16, il salone della Pro loco ospiterà la presentazione dei volumi “Sonetti e racconti in dialetto granese”, opera postuma di Luigi "Nino" Oddone, e “Le belle leggende di Grana”, lavoro postumo del maestro Abele Truffa tradotto nel vernacolo locale dallo stesso Oddone.
L'appuntamento si inserisce nella rassegna “Cuntè Munfrà – Dal Monferrato al mondo”, un percorso promosso dal comune di Cerro Tanaro con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione Crt e Fondazione CrAsti, da tempo punto di riferimento per la tutela del patrimonio linguistico e culturale piemontese. L'ingresso all'evento è gratuito.
Un intreccio tra ironia paesana e racconti raffinati
Le due pubblicazioni offrono uno spaccato autentico della vita di un tempo. Nel primo volume sono racchiusi componimenti dedicati a storie ironiche e curiose di personaggi del paese, capaci però di toccare anche corde intime e profonde. Questa trama si sposa con i racconti eleganti e avvincenti del maestro Truffa, animati da una grande sensibilità umana che invita alla riflessione.
I libri sono stati fortemente voluti dall'associazione culturale Grana Arte e Tradizione e curati da Gianfranco Balliano, presidente del sodalizio, che condurrà l'incontro insieme a Patrizia Camatel, coordinatrice scientifica dell’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano e attrice della Casa degli alfieri. Proprio l'Ecomuseo ha collaborato attivamente alla stampa e alla realizzazione editoriale.
Salvare il dialetto per preservare una visione del mondo
Al termine delle presentazioni verranno lette alcune delle pagine più significative dei due autori. La rilevanza dell'operazione culturale viene evidenziata dalla stessa Camatel: “Tenere vive le lingue, in questo caso specifico quella piemontese, ovvero far sì che non solo non vengano dimenticate, ma rimangano praticate significa salvare una visione del mondo”.
La studiosa si sofferma sull'unicità espressiva del dialetto: “Capita spesso di utilizzare parole o espressioni in dialetto, perché rendono sfumature di significato assenti nella traduzione italiana, dimostrando che è qualcosa di più ampio del segno linguistico in sé. La lingua fa sì che un mondo, visibile o invisibile, esista oppure no”. Un patrimonio immateriale fatto di tradizioni e legami spirituali, come quelli legati alla figura delle Masche: “Quest’azione è fondamentale per recuperare e tramandare un corpus di conoscenze e opere artistiche, ma diventa particolarmente preziosa la possibilità di trasmettere una parte di nostro Dna, dello sguardo che ancora oggi influenza la nostra percezione di cosa siamo e di cos’è il mondo intorno a noi”.
A conclusione della giornata, i partecipanti potranno trattenersi per un momento conviviale curato dalla Pro loco.










