Attualità | 18 giugno 2026, 13:51

Il lungo addio a Gian Porro: "Ci mancherà il suo ottimismo intelligente. Si chiude il sipario"

Tanti i ricordi in queste ore di chi lo ha conosciuto. Asti perde il suo direttore artistico per eccellenza, quarant'anni di cultura, ironia e sogni realizzati per la città

Ciao Gian

Ciao Gian

Se n'è andato ieri, 16 giugno, Gianluigi Porro, classe 1955, storico dirigente del Comune di Asti e anima della vita culturale cittadina per oltre trent'anni. Malato da tempo, la sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo in una comunità che lo considerava molto più di un funzionario pubblico: un punto di riferimento umano e professionale insostituibile.

La notizia è stata annunciata ufficialmente in un momento simbolico: in apertura di AstiTeatro, il festival che Porro aveva contribuito a costruire, dal direttore artistico Mario Nosengo. Un tributo spontaneo, che ha detto più di ogni comunicato.

Addolorato, l'assessore comunale alla Cultura Paride Candelaresi aveva ieri dichiarato: "Con la scomparsa di Gianluigi Porro, Asti perde una delle figure chiave della vita culturale degli ultimi decenni. A nome dell'Assessorato alla Cultura esprimo vicinanza alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso umano e professionale così significativo"

Anche il Collegio dei Rettori ha espresso il proprio cordoglio, definendosi "colpito e addolorato" per la scomparsa di colui che è stato "artefice di AstiMusica e AstiTeatro, dirigente del comune"

La rivista Astigiani, che da tempo ne seguiva le iniziative culturali, ha condiviso le parole di lutto del giornalista Sergio Miravalle, che con Gian ha condiviso anche le avventure del "Regalo riciclato" di Santo Stefano.  Miravlle ha sottolineato come il dolore sia "forte" e la parola difficile da trovare. "Amico di una vita. Quante cose fatte insieme, quante risate, quanti progetti: il Magopovero. Il Diavolo Rosso i Fiati Pesanti, Astigiani , le feste di voi del 1955, persino il Festival del regalo riciclato...Ci sarà tempo per ricordarti come concreto costruttore di idee. Adesso prevale il vuoto" ha scritto sui social.

Dallo Spazio Kor, affermano: " È stato un amico, una guida, un maestro... e non solo. Con la sua umanità, la sua energia ha lasciato un segno profondo nelle nostre vite. Ci resteranno i suoi insegnamenti, i suoi valori e il ricordo di ciò che ha saputo donare a chi gli è stato accanto".

"Vogliamo salutare un grande amico della Casa del Popolo. Gianluigi Porro è stato un punto di riferimento per la cultura e la socialità di questa città, uno dei motivi per restare, o tornare. Sempre sorridente e ironico, creativo e solare" afferma la Casa del Popolo.

"La vita culturale di questa città perde una delle sue figure più preziose - scrive Sergio Danzi, attore - Gian, è stato per anni un punto di riferimento per il teatro, per la musica, per gli artisti, per le associazioni e per chiunque avesse a cuore la cultura". 

Il Partito Democratico di Asti partecipa al dolore della moglie Cristina Cirio e del figlio Stefano: "Gian ha animato i suoi quarant’anni di servizio alla città con competenza e dedizione, doti che ha sempre offerto insieme a un’immancabile ironia capace di spezzare anche le situazioni più difficili. A lui dobbiamo Astimusica, il Diavolo Rosso, innumerevoli edizioni di Asti Teatro; suo l’importante contributo alla nascita di spazi come Spazio Kor e FuoriLuogo. Dal suo percorso terreno cercheremo di raccogliere almeno un insegnamento: una proposta culturale deve nascere dalla condivisione e svilupparsi con creatività. Tutto il resto è frutto della volontà, dell’ottimismo intelligente che è proprio delle persone coraggiose come Gian".

"Gianluigi Porro chiude il sipario"

"Nessuno si era accorto che era andato in pensione, per tutti era e rimaneva lui: Gianluigi Porro , il direttore artistico di Asti dal teatro alla musica - scrive Lillo Agrò, attore e regista -  Lo si incontrava in giro per la città con lo stesso sorriso e con la stessa passione per la cultura che non lo abbandonava mai, era sempre propositivo, pieno di progetti e di parole costruttive, un andare avanti nonostante le difficoltà; non era cieco o incosciente, apparteneva ad una specie in estinzione: quella che aveva lavorato sodo, che aveva fatto dei sogni una realizzazione non solo per se, ma anche per la città di Asti.

Gli aggettivi sono tanti e lui li aveva tutti, apprezzava tutti dagli amatoriali ai professionali, non faceva nessuna distinzione di razza, di sesso o di ceto sociale , la sua attenzione era rivolta a tutti, ma non parliamo di quella di facciata o istituzionale, ma di quella sua propria personale e partecipata. Queste persone quando se ne vanno lasciano una storia, lasciano un vuoto e la città lo percepisce, ne sente il dolore e la mancanza. Il teatro amatoriale ha apprezzato e beneficiato della sua presenza e non ne può essere che riconoscente e grato. Gianluigi Porro chiude il sipario: adesso, ci accorgiamo della sua assenza; ma , come nel Gelindo, siamo certi che lui, in mezzo a tutto questo buio, ... vede una stella".

Non è noto come e quando si terrà il momento del commiato. Resta il ricordo forte di una persona splendida che mancherà molto a questa città. 

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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