Cresce la consapevolezza sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (comunemente note come DAT o biotestamento), lo strumento che permette a ogni maggiorenne di indicare quali cure sanitarie accettare o rifiutare in caso di futura incapacità.
I dati recenti mostrano come il territorio di Asti si posizioni a metà classifica nel panorama piemontese: nella provincia astigiana si conta una DAT ogni 154 abitanti, per un totale di 1.085 dichiarazioni depositate. Un numero che vale il 45esimo posto nella graduatoria nazionale.
I numeri in Piemonte e la ricerca dell'associazione
A livello generale, il Piemonte mostra una diffusione medio-alta delle disposizioni, collocandosi al settimo posto in Italia con una media di una dichiarazione ogni 130 abitanti.
A trainare la regione sono soprattutto Biella (una ogni 124) e Torino (una ogni 125, con oltre 14mila depositi). Buoni livelli si registrano anche a Cuneo (una ogni 128), Novara (una ogni 139) e Alessandria (una ogni 146). Chiude la classifica regionale Vercelli, con una DAT ogni 170 residenti.
La mappatura completa è frutto di un lungo lavoro dell'Associazione Luca Coscioni, che attraverso il suo osservatorio ha richiesto l'accesso agli atti ai 7.677 comuni italiani.
Un report inedito che sopperisce all'assenza di dati ufficiali e di campagne informative strutturate.
L'appello per il diritto alla conoscenza
I vertici dell'associazione puntano il dito contro le mancanze istituzionali.
La segretaria nazionale Filomena Gallo e il tesoriere Marco Cappato sottolineano con forza la questione: "Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita".
La situazione sta lentamente migliorando grazie al lavoro di organizzazioni e singoli cittadini, ma secondo i referenti la strada è ancora lunga: "I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione".
L'invito rivolto alla cittadinanza è quello di informarsi e di sfruttare gli strumenti a disposizione, come il numero bianco gratuito 0699321349, creato dall'Associazione Luca Coscioni per fornire orientamento sulle cure di fine vita e sulle corrette modalità di deposito del modulo nel proprio comune.










