Il Piemonte accelera sulla strada dell'innovazione industriale e della competitività globale. La Giunta regionale, accogliendo la proposta avanzata dall'assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha dato il via libera a due importanti provvedimenti strategici. L'obiettivo principale è sostenere la ricerca, lo sviluppo e la successiva industrializzazione dei risultati scientifici sul territorio. Per farlo, l'amministrazione ha messo sul piatto 84 milioni di euro complessivi, a cui si aggiungeremo fino a 3,9 milioni di euro specificamente destinati all'assistenza tecnica.
I documenti approvati sono due "schede di misura", ovvero i testi tecnici che definiscono in modo dettagliato i criteri di ammissibilità, i bilanci, gli obiettivi e le modalità operative per partecipare ai futuri bandi legati al programma Fesr 2021-2027. L'intervento si muove lungo due direttrici principali da circa 40 milioni di euro ciascuna. La prima è la nuova edizione della misura "Swich – edizione 2026", che rappresenta la terza finestra di agevolazioni per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale. La seconda iniziativa guarda invece all'Europa ed è interamente focalizzata sul sostegno alle tecnologie critiche in linea con la piattaforma Step (Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa). Quest'ultimo è un piano con cui l'Unione Europea finanzia i settori digitale, della difesa, delle biotecnologie e delle tecnologie pulite per ridurre la dipendenza strategica del vecchio continente.
"Con l'approvazione delle "schede di misura" mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell'attività di ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione e per le fasi di industrializzazione", spiega l'assessore Matteo Marnati, "Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lancia l'intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l'obiettivo è rafforzare l'autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione".
La vera novità dei provvedimenti risiede nella volontà di facilitare il trasferimento tecnologico, aiutando le imprese a superare la fase dello studio scientifico per arrivare direttamente al mercato e all'avvio commerciale della produzione. I progetti presentati dalle aziende potranno essere presentati sia in forma singola sia in collaborazione, e dovranno riguardare piani di investimento di ogni scala, da quelli medio-bassi a quelli di portata medio-alta.
Il bacino dei beneficiari è composto principalmente dal mondo imprenditoriale locale. Potranno accedere ai fondi le micro, piccole e medie imprese piemontesi, comprese le start-up innovative. Le grandi imprese, invece, non potranno partecipare da sole ma dovranno necessariamente stringere accordi di partenariato con le realtà più piccole. Anche gli organismi di ricerca entreranno nella partita esclusivamente in collaborazione con le aziende, coprendo una quota massima del progetto compresa tra il 20% e il 30% a seconda della linea d'intervento.
Per garantire la ricaduta economica sul territorio, la Regione ha stabilito un vincolo preciso: tutti i partecipanti devono possedere una sede operativa e produttiva in Piemonte al momento dell'erogazione del contributo. La presenza di soggetti esterni ai confini regionali sarà concessa solo in casi eccezionali, qualora siano necessarie competenze specifiche e non reperibili sul mercato locale. Attraverso questo piano, l'amministrazione punta a creare un ecosistema industriale resiliente, capace di generare nuovo know-how e lanciare prodotti e servizi all'avanguardia sul mercato.










