Attualità | 17 giugno 2026, 09:45

"Avere 18 anni in provincia e non potersi muovere": la denuncia di un giovane astigiano su patente, auto e trasporti pubblici

Federico Campagna segnala le crescenti difficoltà per i ragazzi nell'ottenere la patente, mantenere un'automobile e trovare valide alternative nel trasporto pubblico locale, tra costi elevati e collegamenti insufficienti

"Avere 18 anni in provincia e non potersi muovere": la denuncia di un giovane astigiano su patente, auto e trasporti pubblici

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di Federico Campagna, un giovane della provincia di Asti che solleva una problematica a suo dire sottovalutata: "la difficoltà sempre maggiore per un giovane di potersi spostare in autonomia nella provincia di Asti". Un tema che tocca la quotidianità di molti ragazzi, alle prese con un contesto economico e logistico radicalmente mutato rispetto al passato.

Mi chiamo Federico Campagna e vorrei segnalare una problematica che secondo me viene sottovalutata: la difficoltà sempre maggiore per un giovane di potersi spostare in autonomia nella provincia di Asti. Oggi si continua spesso a ragionare come se fosse ancora normale che un ragazzo, appena compiuti 18 anni, prenda automaticamente la patente e compri una macchina. La realtà però è molto diversa.

Già ottenere la patente è diventato un investimento importante. I costi delle autoscuole sono aumentati notevolmente negli anni: tra iscrizione, lezioni, guide obbligatorie, esami e varie spese burocratiche si arriva facilmente a cifre molto pesanti per un ragazzo o per una famiglia. In più ci sono spesso lunghe attese dovute alla disponibilità limitata degli esami nelle motorizzazioni, con pochi posti rispetto alla richiesta. Questo crea ulteriori ritardi e difficoltà.

Credo inoltre che sarebbe interessante aprire una riflessione anche sul sistema delle autoscuole: in molte zone i prezzi sembrano molto allineati tra loro e, visto che la patente è ormai quasi una necessità per lavorare e vivere soprattutto in provincia, sarebbe utile capire meglio come vengono determinati questi costi e se esista una reale concorrenza a vantaggio dei cittadini. Ma superato lo scoglio della patente arriva il problema più grande: comprare e mantenere un'automobile.

Oggi anche una semplice auto usata ha raggiunto prezzi molto più alti rispetto a qualche anno fa. A questo bisogna aggiungere assicurazione, carburante, manutenzione, gomme, bollo e possibili guasti. Per un giovane con un primo lavoro o con uno stipendio normale diventa una spesa enorme.

Quindi la domanda è: se per molti giovani l'auto diventa economicamente difficile da raggiungere, qual è l'alternativa?

Il trasporto pubblico dovrebbe essere quella risposta, soprattutto in provincia.

Purtroppo però chi vive nei paesi intorno ad Asti conosce bene la situazione: collegamenti limitati, poche corse, orari non sempre comodi e una comunicazione spesso rimasta indietro. Nel 2026 è ancora normale dover cercare gli orari di una corriera su un foglio stampato e rovinato attaccato a un palo sul bordo della strada? È normale che per un nuovo utente non sia sempre immediato capire dove acquistare un biglietto o quale mezzo prendere?

Oggi siamo abituati ad avere qualsiasi servizio aggiornato in tempo reale sul telefono, ma per una cosa essenziale come spostarsi spesso sembra di essere rimasti fermi a vent'anni fa.

A questo si aggiunge il discorso del trasporto urbano di Asti.

Trovo molto positiva l'esistenza dell'abbonamento annuale agevolato per gli under 25, ma non capisco perché il limite debba fermarsi proprio a quell'età.

Un ragazzo di 26 anni oggi non diventa improvvisamente economicamente indipendente. Molti stanno ancora studiando, entrando nel mondo del lavoro o cercando stabilità. Sono proprio quelle persone che avrebbero bisogno di essere incentivate a usare il trasporto pubblico invece di essere spinte verso l'acquisto obbligato di un'auto.

Negli ultimi anni sono stati fatti investimenti importanti sui nuovi autobus e sulla mobilità sostenibile, ma un servizio pubblico funziona davvero solo se viene reso semplice, accessibile e conveniente per chi deve utilizzarlo.

Il rischio è creare un paradosso: da una parte diciamo ai giovani di usare meno l'automobile, dall'altra rendiamo sempre più difficile prendere la patente, comprare una macchina e utilizzare alternative valide.

La mobilità per un giovane in provincia non è un capriccio: significa poter studiare, lavorare e avere una vita indipendente.

Spero che questo tema possa trovare spazio e aprire una discussione sulla situazione reale dei giovani che vivono ad Asti e nei comuni della provincia.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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