Attualità | 25 giugno 2026, 07:53

Fine dell'attesa per Dina Alberizia, l'attivista è rientrata in Piemonte

Il sollievo dei familiari dopo il primo contatto telefonico. Il fratello Giuseppe: "Nostro padre, di 98 anni, si è finalmente rasserenato"

Dina Alberizia fotografata all'aeroporto di Milano Linate (immagine tratta da Facebook)

Dina Alberizia fotografata all'aeroporto di Milano Linate (immagine tratta da Facebook)

L'attivista albugnanese Leonarda "Dina" Alberizia è finalmente rientrata in Piemonte. Dopo essere atterrata a Roma con un volo di linea, la sessantasettenne, insegnante in pensione, ha raggiunto l'aeroporto di Milano Linate nella prima serata di ieri, mercoledì 25 giugno, facendo poi rientro a casa in auto. Si chiude così, con il tanto atteso rientro in Piemonte, la complessa vicenda che l'ha vista detenuta per un mese in Libia orientale insieme ad altri nove volontari della missione internazionale Flotilla ("Sumud Global Convoy"), fermati mentre cercavano di portare aiuti umanitari a Gaza attraverso il valico di Rafah.

L'annuncio della sua liberazione era arrivato martedì da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma è nelle scorse ore che si è concretizzato il definitivo ritorno a casa. A dare conferma del ritorno alla normalità è il fratello dell'attivista, Giuseppe Alberizia, che da Foggia (la famiglia è di origine pugliese) è riuscito ad avere un primo, fugace contatto telefonico con la sorella nella notte tra martedì e mercoledì: "Ho parlato brevemente intorno alle 24, solo due parole. Dina non aveva il telefono, quindi è tornata a Torino", ha spiegato l'uomo all'agenzia di stampa ADNKronos, descrivendo un momento di profonda emozione e sollievo per tutta la famiglia.

La fine di questo incubo ha finalmente portato grande serenità soprattutto all'anziano genitore della donna: "Del ritorno a casa abbiamo informato anche nostro padre di 98 anni - ha aggiunto Giuseppe Alberizia - Ora si è rasserenato. Sapeva della detenzione".

Redazione

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
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