Attualità | 29 giugno 2026, 10:19

Qualità dell'aria e blocco dei veicoli, il Comis boccia il piano regionale sui trasporti

Le nuove disposizioni dimenticherebbero il potenziamento dei mezzi pubblici. L'associazione chiede un biglietto unico e la riapertura delle ferrovie sospese

Qualità dell'aria e blocco dei veicoli, il Comis boccia il piano regionale sui trasporti

Il piano della Regione Piemonte per arginare l'inquinamento nella Pianura Padana solleva i primi dubbi. Le nuove disposizioni, studiate per evitare il fermo di oltre trecentomila veicoli a ottobre, non convincono del tutto il Comis (Coordinamento mobilità integrata e sostenibile), che punta il dito contro le gravi mancanze sul fronte dei mezzi collettivi.

I portavoce dell'associazione intervengono analizzando il documento: "Sulle nuove misure per la qualità dell’aria non abbiamo la competenza per esprimere un parere, anche se persino ad un profano alcuni di questi provvedimenti appaiono molto ambiziosi e per vederne davvero risultati concreti pensiamo che saranno necessari impegno e verifiche puntuali nella loro applicazione".

Il nodo dei mezzi pubblici

La vera criticità, secondo il sodalizio, risiede in ciò che manca nel testo. Il comitato sottolinea un vuoto strategico: "Sul tema del trasporto pubblico però abbiamo le conoscenze e la preparazione per poter evidenziare che, con rammarico, nel piano è quasi del tutto assente il tema".

L'analisi parte da un dato strutturale preoccupante. Il Piemonte si piazza infatti sul podio nazionale per il più alto numero di autoveicoli rispetto alla popolazione, contando circa settecento mezzi ogni mille abitanti. Una condizione che, per il Comis, deriva da scelte politiche passate che hanno favorito il mezzo privato depauperando quello collettivo. Il territorio regionale sconta inoltre il record negativo per i chilometri di ferrovie chiuse, con intere zone servite da collegamenti fragili o inesistenti nei fine settimana, del tutto incapaci di offrire un'alternativa competitiva all'automobile.

L'unica nota positiva rintracciata nel piano, secondo il Comis, è l'iniziativa Piemove dedicata agli universitari, giudicata però insufficiente perché limitata a una platea ristretta, escludendo di fatto gli studenti delle scuole dell'obbligo e i pendolari che percorrono molti chilometri per raggiungere i propri istituti.

La ricetta per una mobilità diversa

Per invertire davvero la rotta, il coordinamento indica una via chiara: "Continuiamo a sostenere che una visione complessiva per favorire una migliore qualità dell’aria e della vita dei cittadini stia in un reale e coraggioso investimento nel trasporto pubblico su ferro e su gomma". Tra le richieste centrali spiccano il potenziamento dei servizi attuali ascoltando i territori, una riapertura razionale e reale delle linee sospese e l'istituzione di un biglietto unico regionale facile e accessibile a tutti i cittadini.

L'appello finale è rivolto a un drastico cambio di mentalità istituzionale: "Il messaggio che rischia di passare è che usare l’auto vada bene sempre e comunque, mentre l’obiettivo di una buona amministrazione pubblica sarebbe di creare le condizioni perché i cittadini scelgano di lasciarla parcheggiata o di non averne proprio bisogno". Da qui la necessità di un nuovo approccio per tutelare l'aria e ridurre al contempo i costi sociali e umani dei sinistri stradali, investendo le preziose risorse in cicli virtuosi e duraturi.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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