Parte questa sera a Canelli la sesta edizione di Terre da Film, il festival di cortometraggi e arti performative che animerà il centro storico fino a domenica 5 luglio. L'evento, organizzato con il supporto dell'associazione Memoria Viva Canelli e dello studio Striaz, sceglie quest'anno un tema forte e di grande attualità: la rabbia.
Un'emozione esplorata attraverso cinema, teatro, poesia e musica, frutto di sette mesi di incontri e confronti tra i giovani del territorio. I promotori spiegano la scelta: "A pelle la rabbia sembra essere solo qualcosa di negativo. Forse però essa costituisce una reazione a qualcosa che avvertiamo come negativo e non accettiamo".
Il cinema come lente di ingrandimento
A differenza degli anni passati, la programmazione quotidiana anticipa alle 18 alla sala delle Stelle, ribattezzata per l'occasione Cinema delle Stelle. L'apertura di stasera, venerdì 3 luglio, è affidata a L’Odio di Mathieu Kassovitz, capolavoro del 1995 che racconta le tensioni nelle periferie parigine.
In piazza Cavour, sempre dalle 18, troveranno spazio espositori e laboratori artistici aperti al pubblico, seguiti alle 19.30 da una jam session musicale introdotta da Radio Tenda. Dalle 21.30 prenderà il via il concorso internazionale di cortometraggi Brucia Ancora, con la proiezione della prima metà delle opere in gara.
Da segnalare, per tutta la durata del festival, la mostra I Manifesti della Primavera Parigina, con i lavori dell'artista Georges Foissy esposti per la prima volta in Italia.
Letteratura e riflessione sociale
Il programma di sabato 4 luglio prosegue alle 18 con la proiezione de La Vita Agra di Carlo Lizzani, celebre pellicola con Ugo Tognazzi. Alle 20 il focus si sposta sull'omonimo romanzo da cui è tratto il film, con l'incontro dedicato all'autore Luciano Bianciardi. Interverranno la figlia dello scrittore, Luciana Bianciardi, e il professore dell'Università Statale di Milano Luca Daino.
La serata continuerà alle 21.30 con la seconda parte dei cortometraggi in gara e una sorpresa a cura del collettivo teatrale astigiano Sine Vultu, accompagnato dalla musica di Arlo Bigazzi.
Domenica tra caporalato e premiazioni
La giornata conclusiva di domenica 5 luglio si apre alle 18 con un classico del cinema civile italiano: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, interpretato da Gian Maria Volontè.
Alle 19.30 in piazza Cavour i temi del lavoro e dello sfruttamento torneranno centrali con la presentazione del libro Schiavi Mai!, alla presenza degli autori Antonio Olivieri e Boris Pesce, insieme a Cristina Brovia rappresentante de La Via Campesina. A seguire ci sarà la proiezione del corto Grape Maestro della regista Alla Kovgan, girato proprio sul territorio canellese lo scorso autunno con il coinvolgimento della comunità locale.
La chiusura sarà dedicata alla premiazione del concorso Brucia Ancora, con i verdetti espressi dalla giuria critica (composta da Carlo Migotto, Beatrice Roggero Fossati e Pietro La Fiandra), da quella studentesca e dal voto popolare.
Il valore della provincia
Dietro la macchina organizzativa del festival ci sono ragazze e ragazzi originari del Monferrato, uniti dalla volontà di creare fermento culturale nei loro luoghi d'origine, sfidando la credenza che in provincia non ci sia mai nulla da fare.
Gli organizzatori sottolineano: "Chi è nato in provincia spesso cresce con la percezione di essere lontano dai centri culturali e politici del Paese. Il Festival nasce così per portare nei nostri luoghi d’origine influenze, riflessioni e pensieri, che non sarebbero mai potuti sorgere se non ce ne si fosse andati". Un modo per riportare a casa nuove consapevolezze, mantenendo ben saldo l'intento di coltivare l'autenticità dei piccoli centri.










