La legge regionale “Allontanamento Zero” torna al centro del dibattito politico piemontese. A sollevare nuove critiche è la consigliera regionale del Partito Democratico Monica Canalis, che, sulla base dei dati ottenuti tramite un accesso agli atti all’assessorato regionale alle Politiche sociali, sostiene come il provvedimento non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati e abbia, al contrario, prodotto effetti negativi sul sistema di tutela dei minori.
Secondo i dati riferiti al 31 dicembre 2025, in Piemonte risultano 2.689 minori fuori dalla famiglia d’origine, in aumento rispetto ai 2.647 del 2024 (+1,6%). A cambiare in modo significativo è soprattutto la distribuzione delle accoglienze: i minori affidati a famiglie sono scesi da 1.390 a 1.342 (-3,5%), mentre quelli ospitati in strutture residenziali sono aumentati da 1.257 a 1.347 (+7,2%), superando per la prima volta gli affidamenti familiari.
La situazione nell’Astigiano
Nel territorio astigiano sono 172 i minori fuori famiglia seguiti dai Consorzi socio-assistenziali. Nel dettaglio:
- Consorzio di Asti: 108 minori, di cui 59 inseriti in strutture residenziali;
- CO.GE.SA. Asti Sud: 37 minori, di cui 19 in struttura;
- Consorzio di Nizza Monferrato: 27 minori, di cui 25 accolti in strutture residenziali.
Le critiche del Partito Democratico
Per Canalis, i numeri dimostrano che la legge regionale 17/2022, promossa dalla maggioranza di centrodestra dopo il caso Bibbiano con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli allontanamenti attraverso un maggiore sostegno alle famiglie d’origine, non ha prodotto i risultati sperati.
“Gli allontanamenti sono provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria solo come extrema ratio, quando vi sono situazioni che mettono a rischio la salute e lo sviluppo dei minori”, afferma la consigliera, sostenendo che il provvedimento abbia invece “delegittimato i servizi sociali e alimentato una cultura del sospetto nei confronti delle famiglie affidatarie”, contribuendo alla diminuzione degli affidi familiari e al conseguente aumento degli inserimenti nelle comunità.
Secondo Canalis, l’incremento complessivo dei minori fuori famiglia è inoltre influenzato dalla presenza dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), che in Piemonte sono 952, dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti, oltre che dal progressivo impoverimento del tessuto sociale.
Le proposte
La consigliera regionale propone di rilanciare l’affidamento familiare attraverso campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio piemontese, seguendo l’esempio già avviato dal Comune di Torino. Chiede inoltre un maggiore sostegno alle comunità che accolgono i minori stranieri non accompagnati e suggerisce di rafforzare la formazione dei tutor volontari con specifici moduli educativi, oltre a quelli di carattere giuridico già previsti.










