Sanità | 30 luglio 2026, 13:56

Sanità, l'assessore Riboldi sul nuovo contratto: "Atto concreto dal governo"

Aumenti stipendiali e fondi record per il servizio sanitario nazionale, la soddisfazione della politica e dei sindacati

L'assessore Riboldi

L'assessore Riboldi

Novità per il comparto Sanità. La recente firma della preintesa del nuovo contratto è stata accolta con grande favore da Federico Riboldi, assessore alla Sanità della regione Piemonte e coordinatore vicario della commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

L'assessore ha espresso la sua piena soddisfazione per il traguardo raggiunto: "La firma del nuovo contratto del comparto Sanità è un’ottima notizia per migliaia di professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento del nostro Servizio sanitario nazionale". 

Il rappresentante regionale ha poi sottolineato l'importanza di questo accordo per i lavoratori: "Gli infermieri e tutto il personale sanitario meritavano questo riconoscimento economico e professionale".

Investimenti e valorizzazione del personale

L'accento viene posto sull'inversione di tendenza rispetto al passato, evidenziando le scelte dell'esecutivo. Al riguardo, l'assessore precisa: "Il Governo Meloni sta dimostrando di credere nella sanità pubblica: ha garantito il più alto finanziamento mai destinato al Fondo sanitario nazionale e oggi, con il rinnovo del contratto, si compie un ulteriore passo avanti nella valorizzazione del personale sanitario, con aumenti stipendiali significativi".

Un passaggio cruciale riguarda la coerenza tra gli annunci e i fatti. Federico Riboldi conclude infatti con una riflessione sulle prospettive future: "Per anni abbiamo sentito dire che medici, infermieri e operatori sanitari erano il bene più prezioso del sistema. Oggi alle parole seguono atti concreti. Investire sul personale significa investire sulla qualità delle cure, sulla riduzione delle liste d’attesa e sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di affrontare le grandi sfide del futuro. Questo rinnovo contrattuale rappresenta un segnale importante che va nella direzione giusta: rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale partendo dalle persone che ogni giorno se ne prendono cura".

I dettagli dell'accordo sindacale

A fare eco alle dichiarazioni politiche arrivano anche le precisazioni tecniche e le considerazioni della federazione C.S.E. Sanità. La preintesa del contratto nazionale per il triennio 2025-2027 è stata sottoscritta all'Aran lo scorso 29 luglio in tempi definiti da record. L'intesa andrà a interessare circa 600 mila dipendenti del settore.  

Sul fronte economico, il nuovo testo prevede un incremento medio mensile di circa 240 euro per il personale infermieristico e di 209 euro per le restanti categorie, segnando una crescita retributiva stimata attorno al 7,7 per cento.  

Dal punto di vista normativo spiccano novità di grande rilevanza, tra cui l'introduzione di una disciplina specifica per l'uso dell'intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, la tutela legale e il supporto psicologico in caso di aggressioni al personale, oltre al riconoscimento delle indennità durante il periodo di ferie. Sono stati inoltre previsti nuovi congedi per chi affronta patologie oncologiche e una tanto attesa equiparazione economica tra il profilo dell'ostetrica e quello infermieristico.  

L'attacco dal Prc: "Trionfo? No, un insulto all'intelligenza"

"Le dichiarazioni trionfali dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, sul rinnovo contrattuale del comparto e sui presunti finanziamenti record del Governo Meloni appartengono alla sfera della manipolazione pubblicitaria, non alla realtà vissuta ogni giorno nei nostri ospedali". Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale del Piemonte del Partito della Rifondazione Comunista.

"Celebrare come un successo storico un rinnovo contrattuale, le cui cifre reali non riescono nemmeno a coprire la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione degli ultimi anni, è un insulto all'intelligenza e al sacrificio del personale sanitario", attacca Deambrogio. "Infermieri e professionisti della salute non hanno bisogno di pacche sulle spalle o di 'atti concreti' di facciata che si traducono in pochi spiccioli in busta paga, a fronte di turni massacranti, carenze croniche di organico e tetti di spesa per il personale che questo governo si rifiuta di abolire strutturalmente.  Va criticato l'aumento e la gestione della cosiddetta pronta disponibilità e dei carichi di lavoro in contesti già fortemente sottorganico: con l'accordo si continua a spremere chi è in servizio invece di aggredire il problema strutturale delle assunzioni".

Redazione

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90 secondi di salute & wellness

a cura delle dott.sse Melika Myftaraj e Marta Turello

Nutrizionista e farmacista, ogni giorno offriamo consigli alle persone, convinte che la consapevolezza sia il primo passo per prendersi cura di sé. In questa rubrica vogliamo dunque raccogliere e condividere informazioni chiare, corrette e aggiornate su varie tematiche legate al mondo della salute e del benessere.

Per domande o approfondimenti scrivere a direttore@lavocediasti.it

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