Ci sono sogni che nascono guardando il cielo e altri che si realizzano imparando a dominarlo. La storia di Dimitri Parisi, nato ad Asti il 22 dicembre 1988 e residente in corso Savona, appartiene a questa seconda categoria. Cresciuto con la passione e il desiderio profondo di indossare la divisa, oggi questo giovane vigile del fuoco ha scritto una pagina importante per sé e per l'intera comunità, concludendo venerdì 31 luglio il primo corso per elisoccorritori nella storia del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Un percorso di formazione professionale tra i più complessi mai realizzati in Italia, che testimonia un livello di preparazione, dedizione e sacrificio fuori dal comune.
I numeri di una selezione inesorabile
Per comprendere la reale portata dell'impresa di Dimitri, è sufficiente scorrere i dati di questo iter selettivo iniziato lo scorso 3 marzo. Sono state ben 253 le domande di partecipazione arrivate dai comandi di tutta la penisola. Di questi candidati, solo 96 sono stati sottoposti agli accertamenti sanitari presso il Centro di medicina aerospaziale, e appena 63 sono risultati idonei.
La scrematura è proseguita in modo implacabile con le prove attitudinali, superate da 53 aspiranti. Tra questi sono stati individuati i migliori 45, che hanno avuto effettivo accesso al corso. Una formazione talmente estrema che in 10 hanno dovuto abbandonare strada facendo, portando a soli 35 il numero degli operatori arrivati fino alla conclusione.
Dimitri sull'elisoccorso
Tre moduli per imparare a dominare ogni elemento
Il corso, studiato per preparare il personale a intervenire nelle condizioni ambientali più critiche e disparate, si è articolato in tre fasi massacranti. Il primo modulo è stato quello acquatico, partito con una base in piscina per poi spostarsi in ambiente naturale, affrontando le onde del mare e le insidiose acque mosse dei fiumi.
La seconda fase, quella terrestre, si è invece concentrata sulle tecniche di soccorso tecnico-alpinistico e speleologico. I partecipanti sono stati messi alla prova con manovre di corda, calate, complessi recuperi, paranchi e tecniche di progressione su parete. Infine, la delicatissima fase aeronautica, dedicata all'attività con gli elicotteri, con addestramento specifico su terra e su acqua, imparando a padroneggiare strumentazioni di altissima precisione come il verricello e il gancio baricentrico.

Una vocazione più forte della fatica
Dietro a questa estenuante preparazione fisica e mentale c'è però, prima di tutto, il cuore di chi ha scelto di dedicare la propria esistenza agli altri. Una spinta interiore che il giovane astigiano ha riassunto in poche, potentissime parole, riflettendo sulla propria identità: "Alla domanda 'che lavoro fai?' risponderò sempre 'il vigile del fuoco'! Non importa se a bordo del camion come gli ultimi undici anni o come elisoccorritore a bordo dell'eli per i prossimi 25, 30 o 35 anni".
Parole che raccontano la promessa mantenuta da un bambino e l'orgoglio di un'intera città, che da oggi ha una sicurezza in più a vegliare dal cielo.













