Cultura e tempo libero | 18 agosto 2026, 10:35

L'arte del Novecento astigiano si svela allo spazio Alfieri di Portacomaro

In esposizione una selezione di quaranta opere dalla collezione privata di Luigi Roseo, visitabile fino a giovedì 27

Da sinistra, Michele Formiglio, Sandra e Luigi Roseo e il parroco di Portacomaro don Luigino Trinchero.

Da sinistra, Michele Formiglio, Sandra e Luigi Roseo e il parroco di Portacomaro don Luigino Trinchero.

​In occasione dei solenni festeggiamenti patronali di San Bartolomeo, lo spazio espositivo Alfieri di Portacomaro, gestito e curato da Michele Formiglio, si trasforma in una raffinata galleria d'arte.

 Inaugurata nel giorno di Ferragosto, l'esposizione offre un viaggio immersivo nelle atmosfere pittoriche del territorio, rimanendo accessibile ai visitatori ogni pomeriggio dalle 16 in poi, fino a giovedì 27 agosto.
 

​I maestri del Novecento astigiano
 

​Il percorso espositivo si compone di circa quaranta opere, un compendio visivo che spazia sapientemente tra disegni, olii, acquarelli e dipinti a tecnica mista. A impreziosire le sale sono i capolavori dei più noti artisti astigiani del Novecento, maestri che hanno segnato la storia figurativa della provincia. Spiccano, tra i lavori in mostra, le prestigiose firme di Laustino, Quaglia, Ciuccetti, Guglielminetti, Fresu, Coffano, Buoso, De Alexandris e Musso.
 

​Il valore della condivisione
 

​L'intero nucleo espositivo non è soltanto una celebrazione del talento locale, ma anche un omaggio alla passione per il collezionismo. Le opere ammirabili in questa occasione appartengono, infatti, alla collezione privata di Luigi Roseo, il noto corniciaio di via Bonzanigo che, prestando i suoi quadri per l'allestimento, ha scelto di rendere fruibile al pubblico una preziosa testimonianza dell'arte locale del secolo scorso.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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