Teatro e cinema | 26 agosto 2026, 19:25

Debora Scalzo torna sul set con "Oltre la divisa"

Dopo Paolo Vive, dedicato al giudice Paolo Borsellino, la regista astigiana torna dietro la macchina da presa con un nuovo film dedicato all'Arma dei Carabinieri

Debora Scalzo

Debora Scalzo

Dall'Astigiano al cinema internazionale, passando attraverso storie di impegno civile e legalità. Debora Scalzo, regista, sceneggiatrice e autrice astigiana, annuncia il suo ritorno sul set con "Oltre la Divisa", il nuovo film drammatico, antimafia e poliziesco dedicato all'Arma dei Carabinieri e ufficialmente realizzato in collaborazione con il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Un ritorno particolarmente significativo per la Scalzo, che arriva dopo un anno di pausa dal set e dopo l'esperienza cinematografica di "Paolo Vive", il docufilm attraverso il quale ha raccontato la figura del grande giudice Paolo Borsellino, interpretato da Bruno Torrisi portandone la storia al cinema in tutto il mondo in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il progetto uscito in tre lingue, in oltre 150 paesi su Amazon Prime Video e Apple TV, candidato in concorso ai David di Donatello 2025. 

Ora la regista torna a raccontare un altro uomo dello Stato. Al centro di Oltre la Divisa ci sarà un Generale dell'Arma dei Carabinieri, protagonista di una storia che vuole andare oltre il ruolo istituzionale per raccontare soprattutto l'uomo che si cela dietro la divisa: le sue responsabilità, le sue fragilità, le sue battaglie e il coraggio di rialzarsi.

A interpretarlo sarà un grande attore italiano, volto amatissimo dal pubblico, il cui nome verrà svelato nei prossimi mesi. Un Generale che lotta, ama, protegge e si difende, combattendo non soltanto le battaglie che il suo incarico gli impone, ma anche quelle più intime e silenziose. Un uomo diviso tra il peso del comando e le ferite segrete del cuore, tra il senso del dovere e la propria dimensione privata. È proprio questo il significato del titolo: andare oltre la divisa, oltre il ruolo e l'immagine pubblica, per entrare nell'anima di un uomo.

"Sono profondamente felice di tornare sul set e di portare sullo schermo la storia di un Generale. Dopo aver raccontato Paolo Borsellino, torno a parlare di un uomo dello Stato, ma questa volta attraverso una storia di finzione ma che racconta la realtà di un uomo al comando. Voglio raccontare ciò che non si vede: l'uomo dietro la divisa, l'anima dietro il ruolo, il cuore dietro il dovere".

Il film sarà girato esclusivamente in Italia, tra Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Trecastagni e Roma.

Un progetto che per Debora Scalzo rappresenta anche una grande responsabilità: raccontare cinematograficamente i valori di una delle istituzioni più importanti del Paese, mantenendo un profondo rispetto per la sua identità.

Per questo, sul set sarà presente un Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, che affiancherà la produzione supervisionando gli aspetti relativi alla rappresentazione dell'Istituzione, affinché il racconto sia coerente e rispettoso dei valori dell'Arma.

Il ritorno di Debora Scalzo assume un significato particolare anche per il territorio astigiano, dove la regista affonda le proprie radici e al quale rimane profondamente legata nonostante il suo percorso professionale l'abbia portata a lavorare in diverse realtà italiane e internazionali.

Da Asti al grande cinema, la regista continua così il proprio percorso autoriale, scegliendo ancora una volta storie capaci di parlare di legalità, coraggio, sacrificio e umanità.

Dopo Paolo Borsellino, un altro uomo dello Stato.

Questa volta, però, la macchina da presa entrerà ancora più profondamente nella sua dimensione personale.

Perché dietro ogni divisa c'è un uomo.
E a volte la battaglia più difficile non è quella che si combatte fuori.
È quella che si combatte dentro.

C.s.

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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