Una dote finanziaria di quasi 450 mila euro per supportare la gestione e la programmazione annuale dei 25 ecomusei attivi sul territorio regionale. La Regione Piemonte ha dato il via libera all'avviso pubblico per il 2026, confermando il proprio impegno a favore di presìdi culturali nati per preservare le specificità ambientali, storiche e produttive delle comunità locali attraverso la partecipazione diretta dei residenti.
La misura punta a finanziare interventi capaci di generare ricadute concrete sul tessuto locale secondo criteri di sostenibilità economica e sociale. L'attenzione della selezione si concentrerà in particolare su proposte a carattere interdisciplinare, in cui la salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale si integri con educazione, formazione, inclusione sociale, agricoltura sostenibile e promozione turistica consapevole.
Secondo l'assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, il valore di queste istituzioni risiede nel legame organico con i luoghi di riferimento: "Gli ecomusei non sono semplicemente luoghi nei quali conservare la memoria, ma presìdi vivi capaci di mettere in relazione persone, paesaggio e nuove generazioni", sottolinea l'assessore, ricordando che "la cultura non è qualcosa di accessorio, ma una leva strategica di sviluppo per dare strumenti di crescita anche a borghi e tradizioni locali".
Sotto il profilo operativo, l'accesso ai contributi è riservato sia a gestori pubblici (enti locali singoli o associati, enti parco ed ex Province) sia a gestori privati non a scopo di lucro, come fondazioni e associazioni culturali formalmente riconosciute che curano gli ecomusei inseriti nel sistema piemontese. Ciascun piano di attività dovrà attestarsi su una spesa complessiva minima di 6 mila euro, con richieste di agevolazione comprese tra 3 mila e 50 mila euro.
I fondi erogati copriranno esclusivamente le spese correnti legate all'esecuzione dei progetti, escludendo qualsiasi spesa in conto capitale o investimento strutturale. Il calendario degli interventi dovrà collocarsi interamente nell'arco dell'annualità 2026, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre. I soggetti interessati hanno tempo fino al 5 ottobre 2026 compreso per trasmettere la documentazione ufficiale, da inviare unicamente tramite Posta elettronica certificata.










