Canelli | 19 settembre 2026, 14:15

A Canelli, Frammenti di durata: il tempo tra arte, memoria e natura

Dal 20 settembre al 25 ottobre, Palazzoirreale ospita il progetto espositivo di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi, a cura di Maria Chiara Valacchi

Palazzoirreale

Palazzoirreale

Dal 20 settembre al 25 ottobre Palazzoirreale, centro di arte contemporanea promosso a Canelli da Fondazione Bosca, ospita Frammenti di durata, progetto espositivo di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi, a cura di Maria Chiara Valacchi. Il centro, nato da un'idea di Polina Bosca, è stato lanciato nel 2024 per iniziativa della casa spumantiera Bosca.

“Esiste un tempo che può essere misurato e uno che sfugge a ogni tentativo di controllo o quantificazione: un tempo sotterraneo, che agisce al di sotto della soglia del visibile e modifica lentamente le cose - afferma la curatrice - Da questa riflessione nasce Frammenti di durata, una mostra che indaga il tempo come una dimensione capace di attraversare la materia, gli spazi e le memorie che li abitano”.

Die Telamonen di Ludovica Carbotta è il fulcro della mostra: tre sculture in polistirene, resina e alluminio, dall'aspetto volutamente primordiale, che rileggono la figura mitologica dei Telamoni e dialogano, in modo diverso l'una dall'altra, con gli spazi espositivi. Le opere, infatti, sono collocate tra gli interni e gli esterni dell'antica villa liberty di via Bosca e sintetizzano l'indagine dell'artista, da sempre interessata al paesaggio urbano come luogo di negoziazione tra uomo e natura: un laboratorio in cui influenzarsi reciprocamente pur preservando le proprie individualità.

 

Importante il collegamento familiare: le sculture simboleggiano anche la famiglia Bosca e le generazioni che si sono susseguite nella storia dell'azienda. Qui la figura di Fausto Telamon, una scultura grande e candida, è stata inserita in una struttura preesistente, un nuovo sostegno destinato ad accogliere una vite appositamente piantata per l'occasione, diventando così un organismo in divenire, nel quale la crescita vegetale e il trascorrere del tempo sono componenti essenziali del processo artistico.

 

(Die Telamonen - ph. Francesca Cirilli)

Parallelamente, Jacopo Benassi presenta Rivoluzione (musica analfabeta), azione performativa realizzata con il musicista Michele Lombardelli e pensata appositamente per gli spazi della mostra. L'artista dà vita a un paesaggio sonoro aperto e in costante ridefinizione, la cui imprevedibilità è accentuata da uno speciale sistema di amplificazione wireless: gli permette di muoversi liberamente, alternando l'esecuzione musicale alla sua immancabile pratica fotografica.

 

(ph. Francesco Capitani)

Per Polina Bosca, “le opere in mostra non sono pensate come presenze concluse e immutabili, ma come elementi in dialogo con il contesto che le accoglie. Il loro significato si costruisce attraverso il rapporto con il luogo, con la storia della villa e con i processi naturali che nel tempo vi intervengono. Come la vite che cresce affidandosi al proprio tutore, anche l'opera trova la propria forma nella relazione: non un oggetto statico, ma un organismo aperto al cambiamento e alla continuità”.

Le opere in mostra

  • Ludovica Carbotta, Fausto Telamon, 2020-2026, polystyrene, water based resin, aluminium, mirror, 250x95x70cm;
  • Ludovica Carbotta, Faustotsuaf Telamon, 2020-2026, polystyrene, aluminium, putty resin, 200x70x50 cm;
  • Ludovica Carbotta, Stinenits Telamon, 2020-2026, polystyrene, aluminium, putty resin, 200x70x50 cm;
  • Jacopo Benassi, Rivoluzione (musica analfabeta), installazione video dell’omonima performance.

 

L’accesso alla mostra è gratuito ma necessita di prenotazione. Per maggiori informazioni visitare la pagina  https://palazzoirreale.com/frammenti-di-durata/, rivolgersi al 3356322771 oppure scrivere a info@palazzoirreale.com.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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