Economia e lavoro | 08 ottobre 2026, 10:27

Previsioni industriali di fine anno: il Piemonte riparte dai servizi, Asti ai vertici della produzione

Le rilevazioni di Confindustria Piemonte e Unione Industriali evidenziano segnali incoraggianti per il manifatturiero regionale, con il territorio astigiano stabilmente sopra la media

Previsioni industriali di fine anno: il Piemonte riparte dai servizi, Asti ai vertici della produzione

Il tessuto produttivo piemontese guarda agli ultimi mesi dell'anno con un cauto ma tangibile ritorno dell'ottimismo, sostenuto dal recupero della produzione interna e dalla tenuta dei livelli occupazionali. Secondo le previsioni elaborate per il quarto trimestre 2026 da Confindustria Piemonte e dall'Unione Industriali Torino, basate su una platea di circa 1.200 aziende, le aspettative generali evidenziano segnali di consolidamento, pur all'interno di uno scenario ancora condizionato da tensioni internazionali e rialzi delle voci energetiche. In questo contesto a geometria variabile spicca l'andamento della provincia di Asti, che si conferma tra i poli più dinamici dell'intera regione.

Nel dettaglio territoriale, le stime sulla produzione nell'Astigiano mostrano una progressione significativa. Il saldo delle attese degli imprenditori astigiani per il quarto trimestre sale al +7,9%, rafforzando il trend favorevole già registrato nel periodo estivo (quando il dato si attestava al +5,7%). Si tratta di una delle performance più solide a livello piemontese, superata soltanto dalle aspettative rilevate nel capoluogo regionale (+12,4%) e a Novara (+8,5%), e nettamente contrapposta alle difficoltà di aree industriali limitrofe come Alessandria (-2,8%) o Vercelli (-1,4%).

A livello regionale, la sintesi congiunturale registra un saldo per la produzione pari a +6,7%, in sensibile progresso rispetto al +2,3% del terzo trimestre. La dinamica complessiva del Piemonte riflette tuttavia un divario marcato tra i diversi comparti: se il settore dei servizi corre con un saldo del +16,0%, l'industria manifatturiera mantiene un passo più prudente fermandosi al +2,3%. Nel torinese la forbice è ancora più netta, con il terziario a quota +21,2% a fronte di un manifatturiero al +5,6%.

L'analisi settoriale aiuta a comprendere la buona reattività di comparti cruciali per l'economia dell'Astigiano e del Sud Piemonte. A trainare la manifattura regionale è soprattutto l'alimentare, che segna un'impennata nelle attese produttive con un saldo positivo del +21,7%, accompagnato da buone performance nella carta-editoria (+16,7%), nel tessile-abbigliamento (+4,9%) e negli impiantisti edili (+4,6%). Tengono su valori moderati la metalmeccanica (+1,0%) e il comparto gomma-plastica (+2,2%), mentre permangono arretramenti nei minerali non metalliferi (-20,0%) e nel legno (-21,4%). Nel comparto terziario emergono con forza le tecnologie ICT (+19,4%), le utility (+15,8%) e i servizi alle imprese (+16,3%), a cui si affianca la ripresa di commercio e turismo (+10,8%).

Sul fronte del lavoro e dei fattori produttivi, il quadro piemontese conserva una sostanziale stabilità. L'occupazione regionale mostra un saldo di attese pari al +10,7% (con Torino al +13,0%), mentre il ricorso alla Cassa integrazione guadagni scende lievemente al 7,4% complessivo (10,0% nel manifatturiero), concentrandosi prevalentemente in comparti come il tessile e la metalmeccanica. La quota di aziende intenzionate a effettuare investimenti sale al 74,8% in Piemonte, con il 25,1% indirizzato verso nuovi impianti, guidati proprio da alimentare, chimica e tecnologie digitali. L'utilizzo della capacità produttiva si mantiene su livelli stabili e conformi alla media storica, attorno al 78%.

Non mancano, tuttavia, i punti di frizione che invitano alla cautela. Il clima di fiducia rimane penalizzato sul versante della redditività aziendale (saldo a -6,1% a livello piemontese) e sulle previsioni legate agli ordini esteri (-1,5%), appesantiti dal costo dei carburanti e dalla volatilità geopolitica. La visibilità commerciale resta peraltro concentrata sul breve termine: oltre la metà delle imprese dispone di commesse garantite per un massimo di tre mesi, benché si registri un timido incremento dei contratti che superano i sei mesi (21,1%). Pur tra incognite globali e rincari operativi, l'industria astigiana e piemontese dimostra una solida capacità di tenuta, affrontando l'ultima parte dell'anno su basi produttive in decisa risalita.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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