La misura sembra essere colma per i lavoratori dell'Asl At. L'assemblea delle Rsu, riunitasi lo scorso 6 ottobre, ha deciso all'unanimità di proclamare lo stato di agitazione.
Una presa di posizione forte, condivisa e sostenuta da tutte le principali sigle sindacali del comparto sanità: Nursind, Fp Cgil, Nursing Up, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials.
La richiesta, inoltrata direttamente al prefetto di Asti e alla direzione generale, è chiara: attivare immediatamente le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146/1990. L'obiettivo è scongiurare un inasprimento della vertenza, cercando un confronto risolutivo.
Le ragioni della protesta
Al centro del malcontento ci sono diverse criticità che, denunciano i sindacati, si trascinano da troppo tempo senza trovare una soluzione definitiva.
Il bersaglio principale è il sistema gestionale WHR, introdotto da oltre un anno. I lavoratori lamentano continui errori nella rilevazione di presenze e assenze, profili orari sballati e una gestione caotica di permessi e straordinari.
A questo si aggiunge la questione, ritenuta prioritaria, dei Differenziali economici di professionalità (DEP) per il 2026. Nonostante i solleciti, l'ultimo dei quali a metà settembre, il relativo bando non ha ancora visto la luce. Entrambe queste tematiche campeggiano a grandi lettere anche sui manifesti e sui volantini diffusi dai sindacati per informare il personale, che utilizzano persino l'ironia di un celebre quiz televisivo per chiedere risposte alle anomalie del programma presenze.
Sul tavolo restano anche pendenze economiche non indifferenti, come l'adeguamento di alcune indennità, il pagamento degli arretrati e i compensi legati ai turni di 12 ore, temi già affrontati in un verbale dello scorso 24 aprile.
Le parole del coordinatore Rsu
A spiegare il clima che si respira tra le corsie e negli uffici è Gabriele Montana, coordinatore della Rsu dell'Asl At: "Siamo arrivati a una mossa del genere dopo più di un anno dove abbiamo chiesto risposte che non sono arrivate".
Il rappresentante dei lavoratori riconosce l'esistenza di un dialogo, ma ne sottolinea l'infruttuosità: "Dobbiamo dire che in quest'anno il confronto c'è stato, aggiungendo un'amara constatazione, superata poi la soglia del confronto i risultati non sono mai arrivati".
Le richieste della rappresentanza sindacale sono ora perentorie: "Chiediamo all'azienda la risoluzione di tutte le problematiche che abbiamo presentato nella proclamazione dello stato d'agitazione".
La chiusura, tuttavia, lascia uno spiraglio aperto per il futuro istituzionale: "Naturalmente dopo la risoluzione delle problematiche siamo assolutamente disponibili a ricostruire un confronto con la direzione generale dell'Asl".










