Un incontro tra poesia italiana e arte giapponese, nel segno di una collezione preziosa e di un legame intellettuale che attraversa culture e sensibilità. Dal 16 al 18 ottobre Canelli ospiterà "Poeta di Poeti", mostra che presenterà per la prima volta ufficialmente una selezione di antichi dipinti giapponesi donati da Giuseppe Ungaretti a Bruna Bianco.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Canelli, la "Turma Ungà", le associazioni Memoria Viva Canelli e Mnemosyne di Brescia, con la partecipazione della Biblioteca G. Monticone e del Club per l'Unesco di Canelli.
La sede dell'esposizione sarà la chiesa barocca di San Rocco, in via Villanuova 20. La mostra è curata da Paolo Linetti, esperto di arte giapponese, e patrocinata dal Consolato generale del Giappone di Milano, dalla Regione Piemonte, dal Consiglio regionale del Piemonte, dalla Provincia di Asti e dalla Fondazione Italia Giappone.

All'inaugurazione l'ambasciatore del Giappone
L'apertura ufficiale è prevista venerdì 16 ottobre alle 18, alla presenza dell'ambasciatore del Giappone in Italia, ONO Hikariko, e del console generale YAGI Koji.
Il titolo "Poeta di Poeti" richiama la presenza, all'interno della collezione donata da Ungaretti, di diversi ritratti di antichi poeti giapponesi. Le opere offrono così l'occasione per approfondire il rapporto tra il poeta italiano e la cultura nipponica, un interesse che trovò espressione anche nel viaggio compiuto in Giappone nel 1960.
Il legame tra Ungaretti e l'arte giapponese
La storia della collezione è legata a una rete di rapporti personali e culturali. Prima di appartenere a Ungaretti, i dipinti erano stati del cardinale Paolo Marella, figura di primo piano della diplomazia vaticana del Novecento e delegato apostolico in Giappone dal 1933 al 1948. Attraverso un antiquario di largo di Fontanella Borghese, a Roma, le opere arrivarono al poeta, che decise poi di donarle a Bruna Bianco.
In una lettera del 29 agosto 1968, Ungaretti descrisse queste creazioni come invenzioni "tra le più delicate, sapienti e cariche di metafisica esistenti nella storia umana", destinandole "all'animo, all'anima, all'intelletto e alla civiltà di Bruna".
Parole che restituiscono il valore attribuito dal poeta alla raccolta, non soltanto come insieme di opere artistiche, ma anche come testimonianza di una sensibilità condivisa. Nelle immagini giapponesi Ungaretti sembra riconoscere un'idea di bellezza vicina alla propria ricerca poetica, nella quale l'essenziale può racchiudere significati profondi senza bisogno di esibirli.
La mostra richiama anche alcuni principi dell'estetica giapponese, come lo yūgen, che rimanda a una profondità misteriosa e velata, e lo shibusa, legato a una bellezza sobria e misurata. Tecniche artistiche come il kirazuri, il karazuri e l'uso della lacca contribuiscono a creare effetti che emergono in relazione alla luce e al punto di osservazione.
La collezione diventa così un'occasione per esplorare il dialogo tra parola e immagine, tra la cultura italiana e quella giapponese, ma anche il significato del dono come forma di trasmissione della memoria.
Orari e ingresso
La mostra sarà visitabile nella chiesa di San Rocco, in via Villanuova 20, secondo il seguente calendario:
Venerdì 16 ottobre: dalle 18 alle 20.
Sabato 17 ottobre: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.
Domenica 18 ottobre: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.
L'ingresso è libero.










