Cultura e tempo libero | 16 ottobre 2026, 08:36

Trent'anni di musica e tradizione per la Compania dij Cantor

A Ferrere un grande concerto corale nella chiesa di San Secondo con ospiti la Corale Santa Stefanese e il Coro Parrocchiale

Trent'anni di musica e tradizione per la Compania dij Cantor

Un traguardo prestigioso all'insegna della coralità e della cultura del territorio. La Compania dij Cantor di Ferrere festeggia i propri trent'anni di attività con un concerto speciale in programma sabato 17 ottobre alle 17.30, ospitato all'interno della suggestiva chiesa parrocchiale di San Secondo a Ferrere. Il programma del pomeriggio si aprirà alle 17 con la celebrazione della Santa Messa, a cui farà seguito l'esibizione canora.

L'evento, promosso con il patrocinio del Comune di Ferrere, vedrà protagonista la storica formazione guidata dal presidente Sergio Occhiena e diretta dal maestro Luigi Nosenzo. Nata inizialmente per dare voce e continuità ai canti di matrice popolare, la compagine ha saputo rinnovare e ampliare costantemente il proprio percorso musicale, spaziando dai tradizionali canti alpini e di montagna fino a rielaborazioni originali e a ricercati brani d'autore, superando ogni rigida barriera di genere.

A condividere questo significativo compleanno sul palco saranno due formazioni ospiti: la Corale Santa Stefanese, diretta da Marco Costa, e il Coro Parrocchiale, guidato da Stefano Bellone. Un incontro a più voci che promette di coinvolgere la comunità e gli appassionati di musica polifonica in un pomeriggio di festa e condivisione.

Redazione

Leggi tutte le notizie di VACANZE ASTIGIANE ›

Vacanze Astigiane

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium