Sanità | 24 ottobre 2026, 09:25

​I guasti e la cura: al Cardinal Massaia di Asti l'umanità vince sui disagi

Da un lato pesano i guasti agli ascensori e le infiltrazioni dal tetto, dall'altro la toccante testimonianza di una madre restituisce il valore dell'umanità nei reparti astigiani

​I guasti e la cura: al Cardinal Massaia di Asti l'umanità vince sui disagi

Esiste una distanza, talvolta evidente, tra la struttura e l'anima di chi la vive quotidianamente. 

Un confine sottile lungo il quale la sanità pubblica si trova a fronteggiare criticità evidenti e, al contempo, a esprimere livelli di profonda umanità ed eccellenza medica. All'ospedale Cardinal Massaia questa spaccatura emerge con chiarezza tra le difficoltà logistiche dei corridoi e l'impegno costante del personale sanitario.

​I disagi strutturali tra impianti fermi e infiltrazioni

​Da qualche tempo le condizioni manutentive del plesso ospedaliero cittadino sollevano perplessità tra gli utenti. A destare particolare disagio è il mancato funzionamento di alcuni impianti di risalita cruciali per la mobilità interna: risulta difatti bloccato l'ascensore riservato al personale nell'area adibita alla sala parto, così come gli elevatori collocati nella torre scala D,  in direzione del bar.

​A questo quadro si aggiunge la delicata situazione della copertura dell'edificio. Ad ogni precipitazione temporalesca di forte intensità, le infiltrazioni d'acqua costringono a fare ricorso a secchi e contenitori disposti nei corridoi per raccogliere le gocce dal soffitto, evidenziando la necessità di un intervento complessivo di ripristino del tetto.

​Il valore della cura oltre le pareti dell'ospedale

​Eppure, dietro le evidenti criticità infrastrutturali, batte il cuore di un'assistenza che sa fare la differenza. A testimoniarlo, proprio mentre si rincorrono le segnalazioni sui disservizi, è il racconto denso di gratitudine condiviso sui canali sociali da una madre al termine di un lungo ricovero.

​Dopo aver trascorso due settimane nel reparto di Pediatria al fianco della propria figlia, la donna ha espresso un'analisi lucida ed empatica: "In questi giorni ho letto parecchie lamentele sul fatto che in ospedale non funzionano la metà degli ascensori e che quando piove, nei corridoi vengono messi secchi per le infiltrazioni d'acqua. Tutto vero ahimè ma, nonostante questo io oggi sono grata".

​Un pensiero che sposta il piano dell'attenzione dall'involucro edilizio alla sostanza del servizio sanitario: "Grata perché qui, si curano i pazienti che è comunque la cosa più importante". La donna ha voluto sottolineare la dedizione dimostrata sul campo da medici, infermieri, operatori socio-sanitari ed educatori: "Con pazienza, empatia e rispetto, hanno curato mia figlia sotto ogni aspetto: fisico ed emotivo".

​Un riconoscimento sincero che abbraccia sia la Pediatria sia il servizio di Neuropsichiatria infantile, presidio di riferimento per la famiglia da quasi cinque anni: "In un momento dove tanti si lamentano e parliamo spesso di malasanità, io vorrei invece portare la nostra esperienza di una sanità che funziona, di persone che lavorano con passione e dedizione".

​Un messaggio limpido che ricorda come, al di là dei limiti di un edificio da tutelare e riparare, sia l'elemento umano a garantire la qualità essenziale della cura.

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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