Politica | 28 ottobre 2026, 15:48

"Inaccettabile": il deputato astigiano Coppo contro la scarcerazione di Youssef Siher

L'esponente di Fratelli d'Italia attacca la decisione del tribunale di Milano di rimettere in libertà il ricercatore 30enne. Per la gip non ci sono gravi indizi di reato né pericolo di fuga

Marcello Coppo

Marcello Coppo

Il deputato astigiano di Fratelli d'Italia, Marcello Coppo, si scaglia contro la decisione del tribunale di Milano di rimettere in libertà Youssef Siher. Attraverso un post sui propri canali social, in cui campeggiano le scritte a caratteri cubitali "La decisione del Gip YOUSSEF SIHER VA SCARCERATO" e "INACCETTABILE", il parlamentare ha espresso il suo totale disappunto per l'esito della vicenda giudiziaria.

"Scarcerato subito il soggetto accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza nei cortei", ha scritto Coppo su Facebook, ricordando che "La Procura aveva chiesto il carcere per pericolo di reiterazione e fuga". Secondo il deputato, la decisione della magistratura rappresenta "una mortificazione insopportabile del lavoro delle orze dell’ordine e di chi ogni giorno difende la nostra sicurezza". Coppo ha quindi concluso il suo intervento ribadendo la ferma linea del partito sull'ordine pubblico: "Continueremo con ancora più forza a chiedere tolleranza zero e certezza della pena per chi organizza e devasta le nostre città".

L'inchiesta sul "Movimento 17 ottobre" e le accuse

La dura presa di posizione di Coppo si inserisce nel clamore suscitato dall'arresto del trentenne italo-marocchino. Youssef Siher, ricercatore con esperienze all'Ispi ed ex giornalista freelance, era stato fermato nei giorni scorsi con l'accusa di essere l'ideatore del "Movimento 17 ottobre", una sigla diffusa in una chat social che aveva rapidamente raggiunto diecimila iscritti e che era stata collegata ai disordini e ai danneggiamenti avvenuti nel capoluogo lombardo a metà mese.

I capi di imputazione formulati dalla Procura di Milano erano estremamente pesanti: istigazione a delinquere con l'aggravante della finalità di terrorismo. Per i pubblici ministeri, i messaggi diffusi sui social dall'indagato rappresentavano una "dichiarazione di guerra continua", configurando un progetto eversivo e una "strategia rivoluzionaria". Sulla base di queste ipotesi e del presunto rischio di fuga, l'accusa aveva chiesto che il trentenne rimanesse in prigione.

La decisione della gip: l'accusa non regge, "Nessun reato"

Tuttavia, il castello accusatorio non ha retto al vaglio preliminare del tribunale. Oggi, mercoledì 28 ottobre, la giudice per le indagini preliminari (gip) di Milano, Tiziana Landoni, ha rigettato la richiesta di convalida del fermo ordinando l'immediata liberazione di Siher dal carcere di San Vittore.

Secondo la magistrata, agli atti non sussistono i gravi indizi necessari per giustificare la misura cautelare né alcun elemento concreto su cui basare una ragionevole probabilità che l'indagato potesse darsi alla fuga. I legali del ricercatore, Yasmina Abu Sharar e Benedetto Ciccarone, hanno sottolineato la totale infondatezza delle accuse originarie al termine dell'udienza: "Non ha fatto niente. Non c'è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c'è il terrorismo, non c'è alcun reato". Le mastodontiche accuse di terrorismo si sono quindi rivelate per il momento inconsistenti davanti alla gip, smontando l'ipotesi investigativa della Procura ma lasciando aperto l'infuocato dibattito politico.
Il tribunale di Milano negli ultimi minuti ha diramato un comunicato stampa nel quale si legge: "Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto [...]. La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione".

Betty Martinelli


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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