Asti torna a discutere del piano provinciale per il contenimento dei piccioni. Dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, di un corso destinato agli operatori autorizzati all’abbattimento dei volatili, una rete di associazioni ha alzato la voce chiedendo il ritiro immediato della delibera della Provincia.
L’accusa è pesante: assenza di trasparenza, dati mai resi pubblici e una decisione costruita su informazioni contraddittorie.
Le contraddizioni sugli annunci
Secondo le associazioni, i comunicati della Provincia sarebbero in contrasto tra loro. Da un lato, il 26 agosto si è parlato dell’abbattimento come unica azione possibile e già in corso; dall’altro, pochi giorni dopo, è stata evocata l’ipotesi che l’eliminazione con armi da fuoco potesse arrivare soltanto in seguito al fallimento di metodi non cruenti, come gabbie, mangimi sterilizzanti e dissuasori. Un cambio di rotta che, per gli oppositori, denota un’improvvisazione priva di basi tecniche.
“Mai censimenti, mai tentativi non violenti”
Le realtà firmatarie del documento sostengono come negli ultimi anni né il Comune di Asti né la Provincia abbiano effettuato censimenti ufficiali della popolazione aviaria. Non solo: non risulterebbero mai adottati interventi di prevenzione incruenta e non emergerebbero segnalazioni documentate di danni rilevanti a colture, monumenti o alla salute pubblica.
L’appello finale
A firmare il comunicato sono state numerose sigle locali e nazionali: Sequs Sostenibilità Equità Solidarietà, LEAL Lega Antivivisezionista, LAV Piemonte, PRONATURA, Una Uomo Natura Animali, Cuneo Veg, Guardie Zoofile ENPA, Difesa Felini di Asti, Associazione Felini, AZA Associazione Zoofila Astigiana, AVI Associazione Vegani Internazionale, LIDA, Quattro Passi nel Monferrato, Piccioni Paralimpici, Apollo e Daphne nel Giardino degli Dei, Carrots Power.
Da qui la richiesta formale: fermare subito l’iter della delibera e avviare un confronto trasparente che punti su strategie alternative. “Chiediamo all’amministrazione provinciale di adottare misure di autotutela – si legge nel comunicato – non solo attivandosi per sospendere gli abbattimenti, ma anche per preservare l’immagine della città e della sua Provincia”.
Il caso, già molto discusso nell’opinione pubblica, si preannuncia come uno dei fronti più caldi del dibattito astigiano di fine estate.