Economia e lavoro | 12 gennaio 2026, 06:23

Mancato ricambio generazionale, allarme per il 30% delle imprese italiane

Nei prossimi cinque anni, un'impresa familiare su cinque dovrà affrontare il passaggio generazionale, ma solo il 14% ha un piano formale per gestirlo

Mancato ricambio generazionale, allarme per il 30% delle imprese italiane

Nei prossimi vent'anni il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in Italia passerà da 3:2 a 1:1. Una transizione demografica senza precedenti che mette a rischio la continuità di migliaia di aziende: secondo i dati ISTAT 2025, circa il 30% delle imprese italiane presenta oggi uno squilibrio critico tra dipendenti senior (over 55) e giovani under 35. Nelle micro-imprese questa percentuale sale oltre il 35%.

Di fronte a questa emergenza, cresce l’attenzione verso strumenti che permettano di pianificare strutturalmente il passaggio di competenze. 

Il rischio concreto: il know-how che va in pensione

I numeri fotografano una criticità trasversale. Nei prossimi cinque anni, un'impresa familiare su cinque dovrà affrontare il passaggio generazionale, ma solo il 14% ha un piano formale per gestirlo. Le conseguenze sono note: solo 3 aziende familiari su 10 sopravvivono al terzo passaggio e, quando il ricambio non è pianificato, si perdono competenze strategiche e know-how operativo accumulato in decenni.

"La diversità generazionale non è più soltanto una questione demografica, ma una leva competitiva fondamentale", afferma Tiziano Bertolotti, CEO di Peoplelink. "Servono strumenti strutturati che permettano di mappare le competenze critiche, pianificare il knowledge transfer e creare percorsi di crescita intergenerazionali prima che sia troppo tardi".

Il percorso: mappare, affiancare, formare

La gestione del ricambio inizia con l'analisi predittiva per identificare le conoscenze a rischio di dispersione. Segue l’organizzazione di percorsi strutturati di affiancamento e mentoring operativo, in un processo bidirezionale dove i senior trasferiscono esperienza e i giovani introducono competenze digitali. Parallelamente, è fondamentale individuare i successori in base a competenze e potenziale, mappando i gap formativi da colmare in anticipo. L’ultimo tassello è la composizione di team multigenerazionali equilibrati, dove le differenze diventano complementari.

Dall'emergenza all'opportunità

Se ben governata, la convivenza di più generazioni in azienda diventa un moltiplicatore di valore. Le organizzazioni che investono in strategie strutturate di diversity generazionale registrano maggior capacità di innovazione, migliore clima organizzativo e riduzione del turnover. La ricerca mostra che ambienti multigenerazionali migliorano l'esperienza lavorativa per oltre il 70% dei dipendenti.

"Il ricambio generazionale deve essere vissuto come un'opportunità di rilancio strategico", conclude Bertolotti. "Le aziende che oggi investono in questo tipo di soluzioni stanno costruendo organizzazioni più resilienti, innovative e pronte ad affrontare le sfide del futuro".

Redazione

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
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