Nonostante l'entusiasmo generato dalle recenti novità legislative, i celiaci italiani dovranno attendere ancora prima di poter utilizzare i propri buoni spesa al di fuori della regione di residenza. A fare chiarezza su una situazione che sta creando non pochi disagi è l'AINC ETS (Associazione Italiana Negozi Celiachia), costretta a intervenire per arginare la diffusione di notizie inesatte che davano per immediata l'operatività della misura.
Il nodo centrale della questione è puramente burocratico: sebbene la norma sia stata inserita nella Legge di Bilancio, manca ancora il decreto attuativo fondamentale per rendere il sistema funzionante. Senza questo passaggio tecnico da parte del Ministero della Salute, la spendibilità dei buoni su tutto il territorio nazionale resta, per ora, solo sulla carta.
A spiegare nel dettaglio l'iter è Michele Mendola, portavoce dell'AINC ETS, che invita alla prudenza: "I buoni interregionali sono stati istituiti con la legge di Bilancio approvata due settimane fa. La norma tuttavia prevede che, per dare attuazione al sistema centralizzato per la gestione del buono, il Ministro della Salute adotti un decreto di concerto con il Ministro dell'Economia".
I tempi tecnici, come spesso accade, non coincidono con le aspettative dei cittadini. La legge concede infatti un termine di 90 giorni per completare un percorso che si preannuncia articolato. "L'iter è piuttosto complesso: è necessario infatti coinvolgere la Conferenza Stato-Regioni e acquisire il parere del Garante per la protezione dei dati personali", precisa Mendola. Le due settimane trascorse dall'approvazione della Manovra sono un lasso di tempo insufficiente per sbrigare queste pratiche. Di conseguenza, al momento vige ancora il vecchio regime: i pazienti possono utilizzare i voucher per l'acquisto di prodotti senza glutine esclusivamente nella propria Regione di residenza.
La precisazione si è resa necessaria per tutelare tanto i pazienti quanto gli esercenti, vittime in queste ore di una confusione informativa alimentata anche da alcuni organi di stampa. Il rischio concreto è che le persone affette da celiachia intraprendano viaggi, anche lunghi, convinte di poter fare la spesa ovunque, trovandosi poi nell'impossibilità di utilizzare il buono.
"In questo modo si danneggiano sia i pazienti, sia i negozi specializzati", puntualizza il portavoce. "I primi vengono spinti a sostenere un viaggio per raggiungere un negozio di un'altra Regione. I secondi invece sono costretti a spiegare al cliente che si tratta in buona sostanza di una fake news, con il rischio però di non essere creduti".
La realtà dei fatti è che nessun punto vendita è attualmente autorizzato o tecnicamente in grado di accettare i buoni interregionali. Sebbene la misura rappresenti una svolta storica e una reale semplificazione per la vita delle persone celiache, garantendo uniformità dei servizi sanitari, i toni celebrativi prematuri rischiano di essere controproducenti.
"È una novità che gli intolleranti al glutine attendevano con ansia e per cui l'Associazione si batteva da anni", conclude Michele Mendola, "ma sarebbe opportuno, prima di diffondere qualunque informazione su un tema così delicato, interpellare i soggetti erogatori. È fondamentale non creare false aspettative nei celiaci".










