E' stato presentato il manifesto politico in vista del 2027 di SEquS Asti. "Gli ultimi due hanno visto emergere alcune criticità su temi sociali che influenzano notevolmente beni comuni, come la mobilità e l’assistenza verso gli anziani - spiegano dal movimento - già da inizio anno, SEquS Asti ne aveva analizzato le criticità redigendo il manifesto allegato, un documento che avremmo voluto esprimere fra qualche settimana, ma, come succede spesso, la politica istituzionale ha una maggiore spinta dinamica durante i periodi di festa, quando "l’altra politica" cerca di respirare".
Una nuova visione per superare la crisi
Il gruppo civico parte da una premessa filosofica e politica forte: la crisi ambientale, sociale ed economica non è un incidente di percorso, ma il risultato di una visione antropocentrica del mondo che ha sfruttato ogni risorsa, vivente e non, per profitto. "Questa visione è arrivata al suo limite", si legge. Per SEquS, è necessario un cambio radicale di prospettiva, riconoscendo che l’essere umano è parte di un sistema fragile e interdipendente. La conversione ecologica, quindi, non è solo tecnica, ma prima di tutto culturale, etica e politica.
I diritti negati: aria, salute, mobilità
Il manifesto dipinge un quadro severo della città: Asti è descritta come una città privata di diritti essenziali. La qualità dell’aria è tra le peggiori della regione, la sanità pubblica è stata indebolita con reposti ospedalieri trasferiti, i collegamenti ferroviari locali sono sospesi o ridotti da anni, isolando il territorio. "Accettare questa situazione significa rassegnarsi all’idea che respirare aria malsana sia il prezzo inevitabile per vivere ad Asti. Noi non lo accettiamo".
Le proposte: dalla mobilità alla casa come diritto
La mobilità pubblica è al centro del programma. SEquS propone di far diventare il Comune capofila di un consorzio intercomunale per ripristinare le ferrovie del Monferrato, come le linee per Chivasso e Casale, sospese dal 2012. In città, si punta a ridurre drasticamente il traffico privato con un sistema di accesso regolato (Free Flow), dove i non residenti contribuiscono automaticamente, e i fondi sono reinvestiti nel trasporto pubblico. Sono previsti due parcheggi scambiatori con navette gratuite verso centro, scuole e ospedale.
Sul fronte casa, si denuncia l’emergenza abitativa strutturale e la contraddizione degli alloggi sfitti accanto alla mancanza di soluzioni dignitose. La proposta è un ritorno a un ruolo centrale del Comune, per aumentare l’edilizia residenziale pubblica, recuperare gli immobili vuoti e contrastare l’esclusione abitativa.
Commercio di prossimità e cura degli anziani
Una sezione è dedicata al commercio locale, duramente colpito dalle politiche degli ultimi anni. SEquS propone un bando comunale per contribuire per 24 mesi all’affitto di locali sfitti, destinato a giovani, commercio di vicinato e artigianato. "Difendere il commercio di prossimità è una scelta di giustizia sociale, equità economica e dignità del lavoro".
Altro tema cruciale è la cura degli anziani, definita "responsabilità pubblica". Si critica la chiusura della principale RSA pubblica e la deriva verso il privato. Il Comune deve tornare a garantire servizi accessibili a tutti, "perché una città che rinuncia a prendersi cura dei propri anziani rinuncia a una parte della propria umanità".
Benessere animale e una riflessione sul Palio
Il manifesto affronta con chiarezza il benessere animale, proponendo un presidio veterinario comunale gratuito e un’area da destinare a santuario per animali salvati. Principio cardine è che "nessun animale sia utilizzato a fini di spettacolo sul territorio comunale".
Questo approccio conduce a una riflessione delicata e aperta sul Palio di Asti. SEquS riconosce il valore identitario della manifestazione, ma propone un percorso pubblico e partecipato per immaginarne un’evoluzione che escluda ogni sofferenza animale, preservando lo spirito comunitario. "Una comunità viva è quella che sa interrogarsi su come rendere le proprie tradizioni coerenti con i valori che afferma".
Beni comuni e partecipazione
L’ultima parte è un appello a riportare il pubblico al centro della gestione dei beni comuni: acqua, energia, mobilità, rifiuti. "Gestire pubblicamente significa garantire accesso universale, reinvestire le risorse nella comunità e programmare con visione di lungo periodo". Parallelamente, si propone il recupero del patrimonio pubblico abbandonato – come ex ospedali o caserme – per creare alloggi sociali e servizi di prossimità, attraverso processi di partecipazione reale dei cittadini.
Il documento si chiude con un invito all’azione: "Il tempo delle scelte è adesso". La proposta di Conversione Economica dell’Ecologia parte dalle case, con un piano di riqualificazione energetica degli edifici che, sfruttando fondi europei, porti le abitazioni da classe G a classe C senza creare debiti per i cittadini, abbattendo bollette ed emissioni. "Ogni casa diventa un presidio climatico. Ogni cittadino parte attiva della transizione".










