Attualità | 09 gennaio 2026, 10:24

Passa la fiaccola olimpica ma il ghiaccio non c’è: "Si riapra il Palafreezer, basta promesse vuote"

Vittoria Briccarello e Mauro Bosia (Uniti si può) incalzano l’amministrazione in vista del passaggio di domenica 11 gennaio. Nel mirino anche i ritardi sulla palestra universitaria

Il Palafreezer chiuso da tempo

Il Palafreezer chiuso da tempo

Domenica 11 gennaio Asti vivrà un momento di grande suggestione simbolica con il passaggio della fiaccola in vista delle Olimpiadi Invernali. Un evento di vetrina internazionale che però, secondo l’opposizione, rischia di illuminare impietosamente le mancanze strutturali della città proprio sul fronte degli sport invernali. A sollevare il caso sono i consiglieri di Uniti si può, Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, che hanno depositato un’interpellanza urgente rivolta al sindaco con delega allo Sport.

Il ragionamento politico è semplice quanto amaro: si celebra lo sport invernale mentre l'unica struttura storica che lo ha ospitato per anni, il Palafreezer, resta sbarrata. E non è l'unica mancanza: all'appello mancano ancora la palestra universitaria e quell'impianto di pattinaggio al Nosenzo che, nel 2022, la Giunta aveva prospettato ma di cui oggi non vi è traccia.

Un’occasione da non sprecare

Per i consiglieri di minoranza, il passaggio della torcia non deve ridursi a una passerella istituzionale, ma diventare la leva per sbloccare l'impasse sugli impianti. “Il Palafreezer ha rappresentato per anni l’unico impianto cittadino dedicato a uno sport invernale, una realtà che ha dato lustro alla città di Asti anche a livello nazionale”, scrivono Briccarello e Bosia, ricordando come quella struttura fosse un punto di riferimento quotidiano anche per le scuole. La sua chiusura ha creato un vuoto che pesa su famiglie e atleti, costretti a spostarsi o ad abbandonare la pratica.
L'interpellanza chiede dunque se l'amministrazione intenda “assicurare la riapertura e la piena fruibilità del Palafreezer, garantendone la gestione tramite un bando pubblico”, sfruttando proprio l'onda lunga dell'entusiasmo olimpico.

Le promesse mancate

Il documento di Uniti si può mette in luce una contraddizione di fondo: Asti si trova a pochi chilometri dai luoghi che ospiteranno i Giochi, eppure fatica a offrire ai propri cittadini spazi adeguati. La citazione della palestra universitaria ancora assente e del progetto  rimasto sulla carta serve a rafforzare la tesi di un'immobilismo che stride con la retorica dei grandi eventi. 

L'ultima parte dell'interpellanza si concentra sulla giornata di domenica. La richiesta è di non limitarsi al rito del passaggio, ma di “coinvolgere attivamente le associazioni e società sportive astigiane”. I consiglieri propongono di trasformare l'evento in una vera giornata di partecipazione, magari dedicando una mattinata scolastica al tema e chiamando a raccolta le eccellenze locali.
“Asti dispone di un tessuto ricco di atleti e atlete di livello nazionale, olimpico e paralimpico”, concludono Briccarello e Bosia, chiedendo che siano loro, i campioni del territorio, i veri testimonial dell'evento, per dare un senso concreto a una fiamma che altrimenti rischia di scaldare ben poco l'inverno degli sportivi astigiani.

Betty Martinelli


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