Attualità | 15 gennaio 2026, 15:59

Lutto all'Asl di Asti per la scomparsa di Raffaele Manfreda: "Bello dentro e fuori"

Addio al "tassello" insostituibile che vegliava sul Massaia con gli attrezzi e il sorriso

Raffaele Manfreda

Raffaele Manfreda

Un lutto che tocca le corde più profonde della sanità astigiana, quello per la scomparsa di Raffaele Manfreda, morto a 68 anni. Ex dipendente dell'Asl di Asti, in pensione da pochi anni, Raffaele non era un medico e non portava il camice, ma per decenni è stato una delle anime pulsanti dell'ospedale: addetto alla manutenzione, elettricista, fabbro, un "tuttofare" nel senso più nobile del termine. Una malattia insidiosa lo aveva colpito qualche mese fa, evolvendo drammaticamente negli ultimi giorni e spegnendo la speranza di chi, incrociandolo ancora tra i reparti, sperava in un esito diverso.​

"Bello fuori e dentro"

La sua figura ricorda quanto siano essenziali, nel delicato ingranaggio della cura, anche coloro che lavorano lontano dai riflettori. Infermieri, OSS, operai: professionisti che garantiscono che la macchina della salute non si fermi mai. Raffaele era uno di loro, anzi, per molti era un punto di riferimento assoluto. I colleghi lo descrivono come una persona "bella fuori e dentro", disponibile a correre in ospedale anche di notte se c'era un'emergenza, stimato trasversalmente da ogni livello del personale., come si evince anche dai tanti messaggi di cordoglio che affollano il web

Il ricordo della collega

A tratteggiarne il profilo con commozione è Laura Binello, infermiera ed ex collega, che gli ha dedicato parole cariche di affetto e stima: "L’ospedale Cardinal Massaia oggi ha perso un figlio, un fratello, un ex collega stimato e amico sincero — scrive — un lavoratore instancabile che ha camminato con noi per quarant’anni con una gentilezza discreta e una educazione rara, fatta di saluti sinceri, sorrisi quieti, parole misurate e sempre rispettose verso tutti".​
Nel suo ricordo emerge la capacità di Raffaele di trasformare i problemi in soluzioni: "La sua presenza era un punto fermo, come il suo grande carrello degli attrezzi, le sue chiavi inglesi, le pinze, le lampadine, i tasselli... ma il vero tassello era lui". Un vuoto che si sentiva già dopo il pensionamento — con quel "Lele sei in servizio? Qui va tutto a pezzi..." che risuonava nei corridoi — e che oggi si fa immenso. "Tra quadri elettrici e vie nascoste, hai acceso una luce più grande: quella che resta, quieta, nel ricordo di chi ti ha camminato accanto".​

L'ultimo saluto

Raffaele Manfreda lascia la moglie Rosa, la figlia Stefania con Stefano, gli adorati nipoti Matteo e Margherita, i fratelli e la sorella. Il rosario sarà recitato giovedì 15 gennaio alle 19 nella chiesa parrocchiale di San Domenico Savio. Nella stessa parrocchia avranno luogo i funerali, previsti per venerdì 16 gennaio alle 9,20. La famiglia chiede non fiori, ma eventuali donazioni all'istituto Airc di Candiolo e alle Missioni don Bosco.


 

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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