La scomparsa di Maria Rita Parsi, avvenuta lunedì 2 febbraio all’età di 78 anni, ha suscitato un cordoglio profondo e trasversale. Psicologa, psicoterapeuta, saggista e instancabile difensora dei diritti dell’infanzia, Parsi è stata per decenni una delle voci più autorevoli della cultura pedagogica e civile italiana, con un impegno riconosciuto anche a livello internazionale. Tra i tanti messaggi di ricordo, assume un valore particolare quello di Maria Ferlisi, consigliera comunale di Asti ed ex assessore all’istruzione, ai servizi educativi e alle politiche sociali, che ha voluto rendere pubblica una testimonianza personale e politica insieme.
"Desidero unirmi al cordoglio per la scomparsa di Maria Rita Parsi – scrive Ferlisi – una donna che ha rappresentato una voce autorevole e coerente nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza". Un ricordo che nasce anche da un incontro diretto: durante il suo mandato amministrativo, Ferlisi ebbe modo di confrontarsi con Parsi sui temi dell’infanzia e dell’educazione, grazie anche all’intermediazione della giornalista e scrittrice astigiana Mariella Lentini, storica collaboratrice della psicoterapeuta romana.
"Fu un incontro forse breve, ma intenso – ricorda – sufficiente però a cogliere la profondità del suo pensiero, la solidità della preparazione scientifica e l’autenticità del suo sguardo sui bambini e sugli adolescenti". Un tratto distintivo, quello di Parsi, che Ferlisi sintetizza nella capacità rara di tenere insieme competenza e umanità, rigore e tenerezza, denuncia delle violazioni e fiducia nelle potenzialità di ogni essere umano in crescita.
Nel suo messaggio, la consigliera richiama anche una frase emblematica di Maria Rita Parsi, che ne riassume la visione educativa: "La famiglia è la prima scuola di vita. Se in casa ci sono rispetto, amore e libertà, c’è speranza di crescere adulti sani". Parole che, sottolinea Ferlisi, risuonano con particolare forza oggi, in un tempo segnato da un disagio giovanile crescente, che lei stessa ha recentemente denunciato pubblicamente insieme al gruppo consiliare del Partito Democratico.
Un disagio che, secondo Ferlisi, trova spiegazione proprio nelle fragilità che Parsi ha indicato per tutta la vita: legami indeboliti, solitudine educativa, mancanza di presìdi sociali e culturali. "Maria Rita Parsi ci ha insegnato che prevenire è possibile – scrive – se si investe seriamente su famiglie sostenute, scuole forti, servizi educativi accessibili e comunità capaci di prendersi cura".
Un pensiero che si intreccia con il profondo legame tra la psicoterapeuta e l’Astigiano. Negli anni Novanta Parsi fu più volte ospite sul territorio per presentazioni e incontri pubblici, collaborando intensamente con Mariella Lentini, che ne curò ufficio stampa, editing dei libri e organizzazione di eventi. Tra i momenti più significativi, la presentazione nel 1999 del primo libro della Lentini, Eclissi d’amore, e la prefazione a Santi compagni guida per tutti i giorni, volume di grande successo editoriale.
Ferlisi ricorda anche l’impegno costante di Parsi nelle istituzioni e nella società civile: dalla Fondazione Movimento Bambino Onlus all’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, fino al Comitato ONU sui diritti del fanciullo. Un impegno che non si è mai affievolito, come dimostra la recente audizione alla Camera dei deputati, a fine gennaio, davanti alla Commissione parlamentare sulle periferie, dove Parsi aveva ancora una volta richiamato l’attenzione sul disagio giovanile e sulla rabbia che nasce dall’assenza di ascolto.
"La sua scomparsa lascia un vuoto grande – conclude Maria Ferlisi – ma anche un’eredità forte, una traccia culturale e civile che continuerà a parlare attraverso il lavoro di chi ha formato e ispirato". Un’eredità che, anche ad Asti, resta viva nel ricordo di chi ha incrociato il suo cammino e ne ha fatto tesoro, nella convinzione – cara a Maria Rita Parsi – che investire sull’infanzia significhi investire sul futuro di tutti.










