Con l'avvio del periodo di massima attenzione invernale per il rischio di roghi, il Sistema antincendi boschivi (Aib) del Piemonte ha tracciato la rotta per i prossimi mesi. L'occasione è stata un vertice operativo ospitato presso la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, che ha visto la partecipazione del Settore regionale di Protezione civile, dei vertici dei Vigili del Fuoco e della Direzione del Corpo volontari Aib, insieme agli ispettorati provinciali.
L'incontro non è servito solo a pianificare il futuro, ma ha rappresentato un fondamentale momento di debriefing sulle attività svolte nel 2025. La valutazione emersa è decisamente positiva: la risposta del sistema regionale, sia durante le emergenze reali che nel corso delle esercitazioni, ha confermato la solidità del modello piemontese. A fare la differenza è stata una forte sinergia tra le componenti operative, elemento che ha permesso di gestire gli eventi critici con efficacia e coordinamento.
Durante il tavolo di lavoro è stato fatto il punto sugli strumenti strategici che garantiranno una maggiore integrazione del sistema. Tra questi spicca il rinnovo dell'Accordo di programma tra la Regione Piemonte e il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il biennio 2026-2027. Grande rilevanza è stata data anche alla procedura operativa di attivazione del dispositivo regionale e al modello di comando e controllo Dos-Ics, essenziale per assicurare un coordinamento unificato durante le operazioni di spegnimento.

Guardando al 2026, la Regione ha delineato una programmazione capillare. Sono previste riunioni operative in tutte le province piemontesi per migliorare il coordinamento territoriale e favorire lo scambio di procedure. A queste attività si affiancheranno esercitazioni e addestramenti congiunti, inclusi incontri diretti presso i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, per consolidare la conoscenza reciproca tra gli operatori.
Marco Gabusi, assessore regionale alla Protezione civile, ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra: "Il Sistema Aib piemontese è un modello di cooperazione che funziona perché investe su prevenzione, preparazione e integrazione operativa", ha dichiarato l'assessore, aggiungendo che "il lavoro svolto nel 2025 dimostra che la strada intrapresa è quella giusta".
Secondo Gabusi, la tutela del patrimonio boschivo richiede un approccio uniforme su tutto il territorio: "Riunioni operative, addestramento e confronto continuo tra le componenti sono elementi essenziali per garantire una risposta tempestiva ed efficace alle emergenze", ha concluso l'assessore. La Regione conferma così il proprio impegno puntando su pianificazione e formazione come chiavi di volta per la sicurezza ambientale.










