In un gesto di profonda vicinanza spirituale, monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, ha diffuso un messaggio rivolto ai fedeli musulmani della diocesi all’avvio del Ramadan, che coincide quest’anno con l’inizio della Quaresima cristiana. Un’opportunità unica per un cammino comune di fede, che invita cristiani e musulmani a condividere digiuno, preghiera e carità come vie di trasformazione interiore e impegno per la giustizia.
Ecco il testo integrale del messaggio:
Cari fratelli e sorelle musulmani presenti nel territorio della diocesi di Asti, all’inizio del mese sacro di Ramadan desidero raggiunge ciascuno di voi con un messaggio di augurio, di fraterna amicizia e di vicinanza spirituale.
Quest’anno, il Ramadan e la Quaresima cristiana iniziano lo stesso giorno. In questo inizio condiviso colgo una preziosa opportunità per camminare insieme nella fede, con lo sguardo rivolto all’Altissimo, affamati e assetati della sua misericordia.
Musulmani e cristiani, entriamo in un tempo di digiuno, preghiera e condivisione, consapevoli che non si tratta della semplice osservanza di prescrizioni rituali, ma di un cammino interiore che trasforma il cuore e plasma le azioni, guidandoci a operare per la giustizia e la dignità di tutti. Il digiuno, infatti, ci aiuta a riconoscere la nostra fragilità, a guardare con attenzione la sofferenza degli altri e ad accrescere la compassione, soprattutto verso i poveri e gli emarginati.
Digiuno, preghiera e carità orientano il cuore verso Dio,al-Wāsiʿ, “il Vasto”, la cui misericordia e sapienza abbracciano ogni cosa (cfr. suraGhâfir7). “La sua grandezza non si può misurare” (Sal 145,3). Nella contemplazione dell’Infinito, che tutto abbraccia e sostiene, siamo chiamati a coltivare nel nostro intimo l’ospitalità, facendo spazio a Dio e al prossimo dentro di noi. In un mondo ferito da conflitti e divisioni, l'ospitalità che ci testimoniamo accogliendo le nostre differenze è un’opera di pace: là dove si pratica il rispetto reciproco, dove il dialogo sostituisce il sospetto e dove la solidarietà diventa uno stile di vita, la pace cresce.
In questo tempo santo desidero richiamare anche l’attenzione sui giovani delle nostre comunità. Essi non sono solo il nostro futuro, ma il nostro presente. Hanno energie, domande profonde, desiderio di senso e di giustizia. Accompagnarli, ascoltarli e valorizzare le loro risorse è una responsabilità condivisa. Se sapremo educarli alla fraternità, al rispetto e alla cura del creato – di cui siamo custodi – costruiremo una società più giusta e pacifica.
Che il Ramadan e la Quaresima siano per tutti noi un’occasione di conversione, di riconciliazione e di speranza. Il Dio Misericordioso accompagni i vostri giorni di digiuno e di preghiera, doni serenità alle vostre famiglie e renda le nostre comunità segni concreti di pace e di fraternità.
Ramadan Karim! Ramadan generoso!
+Marco










