Attualità | 25 febbraio 2026, 14:10

Fake news e odio razziale: il vocale dei tentati rapimenti di bambini è una 'bufala' ricorrente

Un mix di pregiudizi e disinformazione, diffuso mediante chat scolastiche, sta alimenta un panico ingiustificato tra numerosi genitori piemontesi

Immagine generata mediante software di intelligenza artificiale

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Una nuova ondata di preoccupazione sta interessando molti genitori piemontesi, con in particolare quelli residenti nelle province di Asti, Cuneo e Torino, alimentata da un messaggio vocale diventato virale nelle chat dei genitori e dei gruppi scolastici. Nell'audio, una voce maschile dai toni concitati mette in guardia contro presunti tentativi di rapimento di bambini finalizzati al traffico di organi, indicando come sospette tre automobili: un fuoristrada bianco, una BMW e un'Audi di colore nero. Il racconto, intriso di termini volgari e pesanti insulti razziali, sostiene che tali episodi si sarebbero verificati principalmente tra Piossasco e Pinerolo, coinvolgendo presunti cittadini nordafricani.

Tuttavia, le autorità locali e le forze dell'Ordine, in alcuni casi sollecitate anche dai sindaci dei comuni interessati, hanno confermato che non esiste alcun riscontro oggettivo. Non risultano denunce né segnalazioni di tentati sequestri legati alle auto citate. Siamo di fronte a una psicosi mediatica, alimentata da quella che gli esperti di fact-checking (termine che definisce la verifica della fondatezza dei fatti) definiscono una "bufala ricorrente". Come evidenziato da portali specializzati come Butac, queste storie ciclicamente riemergono sul web cambiando solo piccoli dettagli, come la nazionalità dei presunti aggressori o il modello delle auto, per sfruttare la paura ancestrale dei genitori e fomentare l'odio verso le minoranze.

La pericolosità di queste narrazioni distorte è reale e può portare a gravi conseguenze sociali. Un esempio recente di come la disinformazione possa degenerare in violenza è avvenuto molto di recente a Nizza Monferrato. Dove un giovane un giovane di origine africana, adottato e cresciuto in Italia fin da piccolo e pertanto peraltro italiano, ha rischiato il linciaggio dopo essere stato immotivatamente accusato di essere l'assassino di Zoe Trinchero. Solo il pronto intervento delle autorità ha evitato una tragedia basata su sospetti totalmente infondati.

È necessario distinguere chiaramente tra le leggende metropolitane e i fatti di cronaca reale, che purtroppo accadono ma presentano dinamiche molto diverse. Un episodio autentico e drammatico si è verificato lo scorso 14 febbraio 2026 a Bergamo, presso l'Esselunga di via Corridoni. In quell'occasione, un uomo di 46 anni di nome Emil Mortu, è stato arrestato dopo aver tentato di strappare una bambina di un anno e mezzo dalle braccia della madre.

La piccola, a causa della violenza dello strattone, ha riportato fratture al femore e alla tibia, venendo ricoverata all'ospedale Papa Giovanni XXIII con una prognosi di un mese. L'aggressore è stato bloccato dai familiari della vittima e da alcuni passanti prima dell'arrivo della polizia. Durante l'interrogatorio davanti al giudice, l'uomo ha tentato di giustificarsi con una frase sconcertante: "Mi è sembrata un peluche", portando i magistrati a ordinare la custodia cautelare in carcere per tentato sequestro e lesioni aggravate, mentre la difesa valuta la possibilità di un vizio di mente. 

Mentre la magistratura si occupa di casi reali come quello di Bergamo, le autorità invitano i cittadini piemontesi alla calma e a non condividere contenuti non verificati. La vigilanza sui minori resta un dovere fondamentale basato sul buonsenso quotidiano, ma cedere alla psicosi generata da messaggi vocali anonimi e razzisti non fa che creare un clima di insicurezza ingiustificato e pericoloso per la convivenza civile.

Gabriele Massaro

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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