Il consigliere comunale Roberto Migliasso ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook dal titolo "Riaccertamento residui 2025" (da noi ripreso nell'articolo leggibile cliccando questo link, ndr.)
Va dato atto a Migliasso di aver preso a cuore la faccenda dei crediti non riscossi dal Comune di Asti in questi ultimi 5/6 anni, anche se il fenomeno è palese ormai da qualche anno.
Questo sono le cifre denunciate da Migliasso su Facebook:
• 72,8 milioni di € crediti ancora da incassare
• 28 milioni di € debiti ancora da pagare
• 42,7 milioni di € accantonati come crediti a rischio
• 32,5 milioni di € spostati al 2026
"Il Fondo crediti di dubbia esigibilità - conclude Migliasso - è una fotografia della capacità reale di riscossione dell’ente. Tema tecnico, ma con effetti concreti sui conti pubblici".
Possiamo definirli "crediti inesigibili" o siamo di fronte a FALSO in bilancio?
Come fanno a dire che sono di dubbia inesigibilità se l'Ufficio interno riscossione del Comune non ha mai iscritto un fermo amministrativo. Non sanno neppure che esista tale soluzione, per ammissione dell'ex assessore bilancio Renato Berzano. Dal 2019 non è più stato fatto un atto di coattiva. Non esistono né iscrizioni di fermi su beni mobili registrati né di ipoteche, non esistono pignoramenti presso terzi, non esistono pignoramenti mobiliari e immobiliari. La riscossione coattiva che sino ai primi anni Duemila era svolta dalla ex esattoria Banca di Novara, poi Equitalia non è più stata rilevata da alcuno dal 2019.
Questi non sono inesigibili, salvo chiusura delle operazione di coattiva. Semmai, in questo momento, possiamo definirlo falso in Bilancio.
Basta parole, questa storia va avanti ed è palese dal 2019. È possibile sapere con le buone quali società, attività commerciali e professionisti per importi superiori a 1000 euro sono in debito con il Comune di Asti per Imu e Tassa rifiuti e Canone unico icp/tosap? Quali azioni di riscossione coattiva sono state svolte nei loro confronti dall'Ente creditore dal 2021 al 2025?
Provate a non pagare il bollo auto. Dopo un anno vi arriva la cartella della Soris, Concessionario Comune di Torino e Regione Piemonte, con l'intimazione a pagare. Trascorsi al massimo 60 giorni iniziano con i fermi amministrativi e così via. Qui ad Asti, i consiglieri comunali sono ancora al palo a sfogliare le carte. Chi si vuole coprire? Chi si vuole avvantaggiare a non pagare tasse e imposte? Per quali favori o scambi elettorali?
Stiamo parlando di milioni di euro di soldi pubblici, non di noccioline private.
Stefano Masino, Ufficiale di riscossione, Asti










